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Veleni e amianto scaricati nell’area protetta: è disastro ambientale

Un’area enorme, di ben 70mila metri quadrati, è stata sequestrata oggi a Taranto dalla polizia e dalla Guardia Costiera nella zona costiera di Marechiaro/San Vito per i reati di inquinamento e disastro ambientale a carico di ignoti. Un’area ricca di bellezze naturali affacciata sul mare sottoposta tra l’altro a tutela paesaggistica, era in realtà una discarica abusiva nel quale negli anni è stato versato ogni tipo di veleno tra cui l’amianto.

A seguito di una forte mareggiata la macabra scoperta. I sopralluoghi degli investigatori hanno permesso infatti di constatare che nella zona che affaccia sul mare era stratificata nel terreno una notevole quantità di rifiuti di ogni genere: laterizi, pneumatici, plastica, materiali ferrosi e lamiere di eternit. Tra l’altro in questa aerea doveva sorgere con delibera del comune un parco naturalistico “Parco Mar Grande”.

La Procura, ritenuto che i rifiuti stiano provocando un grave danno ambientale, anche a causa del percolato prodotto da tutte le sostanza inquinanti interrate, e per consentire le opportune e successive opere di risanamento, ha disposto il sequestro preventivo dell’area.

La denuncia era stata presentata nei giorni scorsi dall’ambientalista Luciano Manna di VeraLeaks che dopo il sequestro dell’area ha commentato: “Resta sconcertante il fatto che la giunta solo a novembre 2019, quindi pochi mesi fa, aveva approvato un progetto per la realizzazione di un parco, il Parco Mar Grande, nell’area che in pratica è una enorme discarica a cielo aperto costituita da rifiuti di ogni genere, compreso l’amianto. Si spera che l’area possa essere, a breve, messa in sicurezza e bonificata perché i cittadini di taranto possano riappropriarsi di aree verdi bagnate dal nostro meraviglioso mare”.

Redazione
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