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USA, processo di transizione ritardato: Biden minaccia azione legale. Anche Trump sul piede di guerra

Al via la lunga giornata elettorale per le presidenziali americane, con la sfida tra Trump e Biden che si concluderà alla Casa Bianca. Si va verso un'affluenza alle urne da record negli Stati Uniti, la più alta da oltre un secolo. Secondo lo Us Electoral Project dell'Università della Florida, oltre 101 milioni di americani hanno votato già prima dell'Election Day, di cui oltre 65 milioni per posta. Già scrutinate le schede di un minuscolo villaggio nel New Hampshire che ha votato per primo: 5 voti, tutti per Biden. I risultati elettorali del North Carolina, uno degli swing State cruciali, saranno ritardati di almeno un'ora perché alcuni seggi hanno aperto in ritardo per problemi tecnici. Lo ha deciso il North Carolina State Board of Elections. I risultati erano attesi intorno all'1.30 ora italiana Trump promette battaglia legale per contestare i voti per posta che in alcuni Stati decisivi continueranno ad arrivare per giorni. Mediterebbe anche di autoproclamarsi vincitore se i primi dati lo daranno in testa in alcuni Stati chiave. "Andate a votare! Sotto la mia amministrazione la nostra economia è cresciuta alla velocità maggiore di sempre al 33,1%. E il prossimo anno sarà il migliore nella storia americana". Lo twitta Donald Trump a seggi aperti in tutti gli Stati Uniti. "Le tradizioni possono essere interrotte". Così Joe Biden risponde a chi gli chiedeva dell'esito del voto in Ohio, stato repubblicano ed essenziale per la corsa alla Casa Bianca di qualsiasi candidato conservatore. Nessun aspirante repubblicano alla Casa Bianca ha infatti mai vinto le presidenziali senza aver vinto l'Ohio. "Parlerò stasera se c'è qualcosa di cui parlare. Potrei aspettare domani se necessario". Lo afferma Joe Biden rispondendo a chi gli chiedeva se in serata parlerà alla nazione. La campagna di Biden ha spiegato che l'ex vicepresidente parlerà alla nazione come suo 'nuovo leader' nel caso in cui i media lo dichiareranno matematicamente il presidente eletto. Kamala Harris in viaggio verso Wilmington, in Delaware, dove abita Joe Biden e dove attenderà i risultati elettorali. La candidata alla vicepresidenza di Joe Biden, vola in Delaware dopo aver fatto campagna elettorale in Michigan, lo stato che Donald Trump ha strappato ai democratici nel 2016. Quando Melania Trump si è presentata al seggio elettorale al Morton e Barbara Mandel Recreation Center di Palm Beach era l'unica persona a non indossare la mascherina. Lo sottolinea il pool della Casa Bianca al seguito della first lady che salutando i reporter ha detto di sentirsi "benissimo". Anche lei come il marito è stata positiva al Covid. Alla domanda del perchè non abbia votato col presidente la scorsa settimana, Melania ha quindi risposto: "E' l'Election Day, ho preferito venire a votare oggi". Mentre in tutti gli Stati Uniti si aprono via via i seggi, già quasi 100 milioni di americani hanno votato prima dell'Election Day. In tempi di pandemia hanno infatti optato per il voto anticipato 99.657.079 elettori, di cui oltre 35 milioni si sono recati alle urne in persona e oltre 63 milioni hanno votato per posta. I dati sono quelli dello Us Electoral Project dell'Università della Florida e indicano come ci siano ancora oltre 28 milioni di schede inviate per il voto postale ma non ancora tornate indietro. L'America e' al voto e Donald Trump, in una intervista di prima mattina su Fox, si dice ottimista. "Sento di avere buone chance", ha detto il presidente americano. "La mia squadra pensa che stiamo vincendo in Texas, Florida e Arizona", e che in North Carolina e Pennsylvania "stiamo facendo molto bene", afferma Trump. "E' l'Election Day. Vai a votare America!". Così twitta Joe Biden mentre sulla costa orientale degli Stati Uniti hanno aperto i primi seggi in cinque Stati. Il candidato democratico alla Casa Bianca nel corso della giornata sarà ancora in campagna elettorale nello Stato chiave della Pennsylvania. "Io corro come un candidato democratico, ma governero' come un presidente americano. Lavorero' con democratici e repubblicani e anche per quelli che non mi sostengono. Perche' questo e' il lavoro di un presidente", ha twittato Biden. Al via la sfida - "Mi raccomando, portatevi il sacco a pelo...". La battuta del giornalista televisivo rivolta ai colleghi che seguiranno la notte elettorale americana la dice lunga su come gli Stati Uniti abbiano vissuto la vigilia del voto. Del resto mentre in tutto il Paese aprono i seggi - prima sulla costa orientale, poi man mano in tutti gli altri Stati fino alla West Coast - l'incertezza continua a regnare sovrana. Una grande incertezza su come si chiuderà realmente questo Election Day del 2020, se alla fine della maratona notturna si avrà un vincitore ufficiale, oppure se bisognerà andare avanti per giorni, o addirittura settimane, per conoscere chi siederà nello Studio Ovale nei prossimi quattro anni. Ma ad agitare il voto c'è anche lo spettro di disordini e violenze, con una Casa Bianca più che mai blindata e tensioni un po' in tutto il Paese tra i militanti pro-Trump e chi protesta contro il presidente. La tensione è alle stelle in Texas, roccaforte repubblicana che rischia di essere espugnata dopo oltre 40 anni dai democratici: qui un corteo di auto di fan del presidente ha circondato un bus di sostenitori di Biden tentando di mandarlo fuori strada. Sull'episodio indaga l'Fbi. Ma anche a New York e in altre città la vigilia del voto è stata caratterizzata da tafferugli, vandalismi e scontri con la polizia, con decine di arresti. Ad alimentare il senso di disorientamento è soprattutto la strategia adottata da Donald Trump nella volata finale della sua campagna elettorale. Il suo messaggio non potrebbe essere più chiaro: lui non ha alcuna intenzione di mollare e difficilmente si farà da parte nelle prossime ore, asserragliato in una Casa Bianca che è stata interamente recintata da una barriera anti-manifestanti. Il presidente promette una lunga battaglia sul piano legale per contestare i voti per posta che in alcuni Stati decisivi come la Pennsylvania o il North Carolina continueranno ad arrivare per giorni e giorni. E, addirittura, mediterebbe una mossa clamorosa, della quale avrebbe già discusso con i suoi più fedeli consiglieri: autoproclamarsi vincitore se i primi dati lo daranno in testa in alcuni Stati chiave. Il podio nella East Room è già pronto e gli inviti sono già partiti, indirizzati ad almeno 400 persone. Usa 2020: breve guida all'election day. Ma il risultato definitivo potrebbe slittare "Questo presidente non ci ruberà le elezioni. E' tempo che Donald Trump faccia le valige e se ne torni a casa. Abbiamo chiuso con il caos", la reazione di Joe Biden che, dopo aver predicato per giorni prudenza, negli appelli finali al voto si è mostrato ottimista sull'esito dei risultati. Lui li seguirà dallo studio nel seminterrato della sua residenza di Wilmington, in Delaware. Del resto anche gli ultimi sondaggi lo danno ancora saldamente in testa a livello nazionale, più di Hillary Clinton nel 2016. Anche se Trump ha recuperato qualcosa negli Stati chiave battuti a tappeto negli ultimi giorni, la maggior parte dei quali vedono Biden in vantaggio ma non di molto. "I sondaggi della vigilia sono un bidone, una bufala, sono falsi. Siamo messi bene e vinceremo", ha arringato il presidente nel corso della maratona dei dieci comizi tenuti nelle ultime 48 ore. E che potrebbero non essere gli ultimi: perché in una situazione di stallo alla fine della nottata elettorale, la campagna di Trump potrebbe proseguire proprio a colpi di altri maxi raduni negli Stati in cui i legali della Casa Bianca sono pronti a contestare il voto. Intanto, nel caso di una sua nuova sorprendente vittoria, The Donald ha già ben in mente chi far fuori nella sua amministrazione. E in cima alla lista c'è ormai Anthony Fauci, il virologo a capo dell'Istituto nazionale per le malattie infettive che il presidente aveva messo nella task force della Casa Bianca per la lotta alla pandemia. Ma le critiche del superesperto sulla gestione della crisi sono state una costante spina nel fianco del presidente. La goccia che ha fatto traboccare il vaso la recente intervista in cui Fauci ha promosso invece l'approccio alla pandemia proposto da Biden. Quest'ultimo ha apprezzato l'endorsement: "Abbiamo bisogno di un presidente che ascolti gli esperti come Fauci. Teniamoci lui e licenziamo Trump!".

Trump e Biden continuano a sfidarsi. Questa volta la “battaglia” sarà a colpi di azioni legali. Se da un lato c’è la campagna di Joe Biden sta valutando se avviare un’azione legale contro il ritardo da parte del General Services Administration’s (GSA) nell’ avviare il processo di transizione. Dall’altro Trump continua ha già fatto causa al segretario di Stato della Pennsylvania.

Le accuse di Biden

Un funzionario della campagna di Biden ha spiegato che l’agenzia, che è guidata Emily Murphy, nominata da Donald Trump, deve riconoscere l’elezione del presidente eletto e sbloccare i fondi, quasi 10 milioni di dollari, e dare le autorizzazioni a lavorare negli edifici governativi alla sua squadra di transizione. Altrimenti saranno possibili ricorsi legali. L’amministratrice dell’agenzia ha detto di non aver ancora avviato la transizione perché “non è chiaro chi sia il vincitore” delle elezioni.

Le accuse di Trump

Intanto Trump ha proceduto contro Kathy Boockvar, con l’accusa che il sistema di conteggio dei voti per posta e’ stato meno rigoroso di quello dei voti in persona. Un “doppio standard” che rappresenta una “violazione costituzionale”. La Pennsylvania e’ lo stato che ha dato la vittoria a Joe Biden che, al momento della chiamata della sua vittoria, era avanti di circa 45 mila voti. L’accusa di violazione della Costituzione lascia presagire l’intenzione della campagna di Trump di arrivare in fondo alla questione fino a portare il caso davanti alla Corte Suprema. Nonostante la maggioranza dei giudici costituzionali sia di estrazione conservatrice gli esperti tendono pero’ a ritenere fortemente improbabile la corte possa rovesciare il risultato delle elezioni.

Redazione
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