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Usa isolazionisti e l’autoritarismo di Cina e Russa: dalle ceneri del virus nasca l’Europa!

Usa isolazionisti e l'autoritarismo di Cina e Russa: dalle ceneri del virus nasca l'Europa!

Il punto esclamativo nel titolo non rappresenta una scelta casuale ma voluta. Si tratta di parole esortative. Parole che dovrebbero incitare tutti, europeisti e non, a capire che quello che stiamo vivendo è un periodo storico molto importante.

L’arrivo del coronavirus ci sta costringendo a vivere in un modo difficilmente immaginabile. La propria socialità vietata. Restrizioni della libertà. Pandemia sanitaria. Crisi economica. Il covid19 ha intaccato i principali sistemi nei quali viviamo: sociale, politico ed economico.

Quando sarà andato tutto bene, dovremmo farci trovare pronti. Consapevoli di ricominciare e sapendo che tutto non sarà come prima. Ma la politica avrà un ruolo fondamentale: quello di prevenire lo scenario, intervenire nei tempi giusti e tentare di limitare i danni. Questo potrà accadere se la nostra classe dirigente dimostrerà la capacità di cogliere le opportunità che ogni crisi comporta.

Da questo punto di vista, la soluzione va trovata in un’ottica europea. Il virus ha un effetto globale e in tutti i paesi ha conseguenze economiche, politiche e sociali. Di conseguenza la reazione deve essere unitaria. I paesi membri dell’Unione Europea, le istituzioni comunitarie, devono scegliere: agire in modo coeso, riformando l’Ue e costituendo un sistema forte e unito che – a partire dall’economia – dia risposte unitarie in ambito fiscale, energetico, di politica estera, della difesa…oppure gettare la spugna.

Arrendersi al fatto che l’Ue sia solo un totem burocratico, giunto ad un binario morto e pronto al proprio funerale. Questo porterà ovviamente ad una forte accelerazione di tutti i processi nazionalisti e reazionari. Fenomeni che porteranno i singoli stati membri ad isolarsi e ad agire in modo autonomo sullo scacchiere internazionale.

All’interno di uno scenario che oltre ai giganti UsaCinaRussia, troverà schierate la Gran Bretagna post Brexit e i paesi emergenti – ad affrontare sfide come le disuguaglianze sociali, l’economia sostenibile, la questione ambientale, le libertà civili e individuali – i singoli paesi europei dovranno decidere: se costruire insieme le regole per come diventare attori protagonisti della geopolitica, oppure soccombere – lentamente -ad uno ad uno.

Già oggi, rispetto a temi come le migrazioni, le crisi internazionali, lo sviluppo dell’Africa, la crescita di paesi – come ad esempio in Sud America e Asia – che si trovano ancora sottomessi a regimi totalitari, al fondamentalismo religioso di molti paesi arabi, ai soprusi nei confronti dello Stato di Diritto nel mondo, l’Europa è costretta ad inseguire. Troppo spesso preda degli isterismi e delle volontà delle potenze competitors che pur sapendo di non poter fare a meno del sostegno delle nazioni europee e del mercato unico, fanno di tutto per destabilizzarne l’unità.

Ad oggi gli Stati Uniti interpretano sempre meno il ruolo di Guardiani del Mondo. In RussiaCina emergono le prime crepe di sistemi dittatoriali e illiberali. Il coronavirus ha mostrato le debolezze di tutti. Anche le loro. Per l’Europa non c’è più tempo. Il momento per diventare ciò che i Padri Fondatori hanno sognato. Il momento di dettare la linea, attraverso la storia, la cultura, i valori religiosi, laici, liberali e democratici, è giunto. Non c’è dubbio. Il momento è ora, o sarà la morte.

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Andrea Aversa

Giornalista pubblicista e curatore delle sezioni “Esteri” ed “Economia”