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Un governo Conte-Renzi-Berlusconi. L’idea di Rotondi

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“Non esiste il partito di Conte ed io non ho alcun rapporto diretto col presidente del Consiglio. Aggiungerei solo una parolina: purtroppo. Sarebbe infatti una buona notizia se il premier intendesse spendere i suoi talenti in una iniziativa politica nuova. Non sono un fan del governo Conte. Non ho votato a favore di un provvedimento che sia uno dell’attuale governo. Ma il premier è persona rispettabile e migliore del suo governo. Si esprime con sobrietà istituzionale. Media e non trancia giudizi. Ha detto belle cose sulla storia della Dc. Ha chiamato con rispetto ‘cavalier Berlusconi’ quello che è il mio unico leader politico da un quarto di secolo. Tutto questo fa di Conte un interlocutore gradevole e di questi tempi non è poco”. Così sul ‘Tempo’ di oggi si esprime Gianfranco Rotondi, presidente della fondazione Dc e vicepresidente del gruppo di Fi alla Camera. “Il mio pragmatismo democristiano – prosegue – fa il resto.

Andiamo verso una legge elettorale proporzionale: alcuni subiranno questa svolta, io no. Il maggioritario mi ha stufato, pur se a suo tempo ho raccolto le firme per introdurlo: ha generato una politica urlata e sciatta; ha prodotto un Parlamento di nominati in cui si entra per brigate e non per scuole politiche; ha stimolato trasformismi, partiti personali, ribaltoni e le leggi più pazze della storia, in una gara di populismo e giustizialismo inimmaginabile a inizio corsa. Ora basta. Torniamo a una legge elettorale che ci imponga di declinare le nostre generalità politiche,senza attaccarci per forza al tram trainante. Le nostre generalità sono note: siamo cattolici, liberali, riformisti, conservatori. Last but non least: siamo ecologisti, alla maniera di Papa Francesco. Siamo berlusconiani, portatori sani di una lucida follia che ha mescolato queste idee nell’avventura politica più pazza e pulita del nostro tempo. Scesi dalle montagne russe maggioritarie, ci aspettano compagnie nuove. Gli alleati diventano successivi ed eventuali. Dovremo saperci mescolare con chi condivide la nostra cultura, e si è formato sui nostri stessi libri”. “Ci potrà essere un partito degli italiani per il quale votino sia Silvio Berlusconi che Giuseppe Conte, sia Matteo Renzi che Gennaro Malgieri. E che attragga di nuovo all’impegno politico intellettuali e imprenditori, certo, proprio come Urbano Cairo”, conclude.

Redazione
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