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Romeo Lippi, “Lo Psicologo del Rock”: la resilienza come adattamento positivo alle situazioni negative

Nell’articolo su Jama Pediatrics, Abby R. Rosenberg definisce la resilienza come “il processo di adattarsi bene di fronte ad avversità, traumi, eventi tragici, minacce o altre fonti significative di stress”. Trattiamo l’argomento con l’esperto Romeo Lippi: psicologo, psicoterapeuta e cantautore meglio conosciuto sul web come “Lo Psicologo del Rock”. Egli è riuscito in modo efficace ad integrare la musica con la psicologia utilizzandola come mezzo terapeutico e innovativo per favorire la crescita personale e facilitare la progettazione di cambiamenti.

Crede che l’attuale situazione di emergenza a causa del Coronavirus possa essere individualmente fronteggiata attraverso la resilienza? Come? “La resilienza è la via principale per affrontare a livello psicologico il Covid-19 perché insegna come trasformare gli aspetti negativi di questa situazione in elementi positivi per la nostra vita. Come? Innanzitutto è importante accogliere l’attuale circostanza come una sfida e sentirsi dei guerrieri che si scontrano con un nemico ben più grande di loro. Un po’ come nel film “300” di Zack Snyder quando gli Spartani combattono coraggiosamente l’esercito persiano seppur molto più forte e numeroso, accompagnati dal punto di vista musicale dalla colonna sonora di Bates, brano principale “Immortals Battle”. Un secondo aspetto molto utile è quello che in inglese si definisce “Tend and befriend”: tendere verso l’altro ed essere amichevoli, nonché altruismo. E’ fondamentale trovare un modo per essere utili alla propria comunità che sia fare la spesa alla signora anziana del civico vicino o una chiamata su Skype ad una zia lontana. Ognuno può fare la sua parte, e come dice Luciano Ligabue: “Metti in circolo il tuo amore”.

Nasciamo tutti resilienti? Come si può migliorare questa capacità? “La resilienza è un’abilità esattamente come giocare a pallone o parlare la lingua inglese. Di conseguenza attraverso l’allenamento possiamo incrementare questo aspetto in maniera molto significativa riuscendo a trasformare il difficile momento storico di cui siamo protagonisti in un’occasione per poter allenare sul campo questa bellissima competenza”.

Quali potrebbero essere gli effetti positivi dell’arte della resilienza? I benefici ottenuti saranno a breve o lungo termine? “L’arte ha il grande potere di far vedere un fenomeno da un punto di vista nuovo, alternativo e sorprendente. C’è un artista che si chiama Mike Shinoda che ha scritto un intero album dopo il suicidio del suo amico Chester Bennington cantautore e musicista dei Linkin Park. E’intitolato “Post-Traumatic” e rappresenta l’elaborazione del lutto dopo la perdita del caro amico. Quindi Mike Shinoda è riuscito attraverso l’arte musicale ad entrare nel dolore che stava provando mutandolo in qualcosa di bello per sé stesso e per gli altri: le canzoni. La musica, come l’arte in generale hanno proprio questo potere di riuscire a prendere una situazione drammatica e convertirla in qualche cosa di positivo e di utile ottenendo dei grandi benefici nel lungo termine. Gli studi scientifici dimostrano che le persone che hanno affrontato atti terroristici o anche Tsunami, terremoti e situazioni tragiche, con resilienza non solo hanno evitato la “Sindrome post traumatica da stress” e quindi non hanno avuto un peggioramento psicopatologico della loro vita ma hanno notato incrementare il proprio funzionamento psicologico; questo fenomeno è noto agli psicologi come “Crescita post traumatica”. Dopo un trauma, la resilienza diviene la modalità che permette di renderci più forti di prima”.

 

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Federica Nastri

Educatrice, Pedagogista, Mediatrice Familiare - Seguimi su Facebook