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Referendum, Liliana Segre per il No

Scorta a Liliana Segre, il Paese s'indigna e si schiera con la senatrice

Mi pare che la questione venga un po’ troppo drammatizzata. Ci sono buone ragioni sia per il Si sia per il No. Io alla fine mi sono orientata per il No soprattutto in coerenza con il mio atteggiamento generale verso il Parlamento. Sono entrata al Senato in punta di piedi, onorata e sorpresa della scelta del Presidente Mattarella che, come ho sottolineato più volte, ha un profondo valore simbolico e trascende la mia persona. Lo dice, intervistata da ‘La Repubblica’, la senatrice a vita Liliana Segre a proposito del referendum sul taglio dei parlamentari.    “Sono entrata come si entra in un tempio – spiega Segre – perché il Parlamento è l’espressione più alta della democrazia. Quindi sentir parlare di questa istituzione che fa parte della mia religione civile come se tutto si riducesse a costi e poltrone, è qualcosa che proprio non mi appartiene”.

E alla domanda: cosa pensa dell’operato del Governo Conte di fronte all’emergenza sanitaria? Segre risponde: “Sarà perché sono priva di esperienza politica, forse sono anche ingenua, ma io non riesco proprio a capacitarmi del clima arroventato e delle contrapposizioni feroci di questi mesi. Nonostante tutto, io ho un fortissimo amor di Patria che mi viene dalla mia famiglia. Per come la vedo io, di fronte ad una catastrofe come la pandemia del Covid – 19 un grande Paese si dovrebbe unire, dovrebbe sospendere o quantomeno moderare la lotta tra fazioni e dovrebbe stringersi attorno alle istituzioni”.

“Tutte le grandi nazioni – aggiunge – fanno così di fronte alle guerre e ad altre simili emergenze. Quella di oggi è completamente diversa da una guerra, ma per certi aspetti è perfino peggio perché la minaccia è invisibile, sconosciuta ed anche gli scienziati brancolano nel buio. Quindi non riesco a capire quello che è successo e ancora succede. Anche se vediamo uno sconosciuto che si esibisce come funambolo al circo lo seguiamo con trepidazione, temiamo per la sua sorte”. E conclude: “Come è possibile che mentre il Presidente del Consiglio attraversa il precipizio con l’Italia sulle spalle, e se cade da una parte rischiamo milioni di contagiati e se cade dall’altra c’è lo sfacelo economico, qualcuno si metta ad urlare improperi, altri si dedichino allo sfottò e qualcuno perfino gli auguri di cadere?”.

Redazione
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