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Referendum, con il si il centrodestra è maggioranza in Parlamento

Taglio dei parlamentari, raggiunto il quorum per il referendum: la riforma rischia lo stop

Alla luce dei sondaggi che danno come vincente il sì al referendum Renato Mannheimer interviene citando una ricerca dell’istituto Cattaneo sulle possibili ricadute politiche sulla composizione del Parlamento se il taglio dei parlamentari si realizzasse. “Col proporzionale con soglia di sbarramento al 5% (che costituisce una delle opzioni in questo momento più considerate) – scrive -, il quadro sarebbe fuori discussione: entrambi i rami del Parlamento vedrebbero una netta prevalenza (attorno al 55%) del centrodestra. Con un ruolo, sottolineano i ricercatori del Cattaneo, particolare per Forza Italia, che ‘potrebbe controllare una quota di parlamentari decisiva per la formazione di un governo di centrodestra’. Certo, nel caso di una soglia di sbarramento del 5% alcune piccole forze di centrosinistra (ad esempio, Italia Viva, Azione e +Europa) potrebbero coalizzarsi tra di loro per superarla. Aumenterebbero così il loro rilievo politico, ma, anche in questa evenienza, il centrodestra manterrebbe una, sia pur più modesta, maggioranza (attorno al 52%) in entrambe le Camere.

Alcuni suggeriscono tuttavia l’abbassamento della soglia di sbarramento al 3%. Ma ciò non muterebbe lo scenario descritto. Anche se Iv, Azione e Leu superassero questa percentuale di voti (oggi sono stimati sostanzialmente al 3%), il centrodestra manterrebbe un vantaggio sia pure più risicato, specialmente al Senato. E se non dovessero invece raggiungerla, si prospetterebbe ‘lo scenario peggiore per il centrosinistra’. Potrebbe però anche accadere che, malgrado tutte le buone intenzioni e le insistenti dichiarazioni, la maggioranza di governo non riesca a varare una nuova legge elettorale e si sia costretti a votare con la normativa attuale (la legge ‘Rosato’). L’esito delle consultazioni dipenderebbe naturalmente anche dalla ridefinizione dei collegi e dalla composizione delle coalizioni. Ma è ragionevole prevedere che, anche in questa evenienza, i risultati delle elezioni darebbero luogo ‘con più elevata probabilità’ a una maggioranza di centrodestra. Insomma, lo studio del Cattaneo conferma come, al di là del numero di parlamentari e, per certi versi, del sistema elettorale adottato, se ci fossero nuove elezioni, il centrodestra finirebbe col governare il Paese. Con un elemento significativo: specie nel caso di reintroduzione di un sistema totalmente proporzionale, riacquisterebbero rilievo nel nostro Paese, le forze più ‘centrali’, anche se meno importanti dal punto di vista quantitativo: specialmente Forza Italia, ma anche una eventuale coalizione di IV con Azione e +Europa. Che assumerebbero quel ‘potere di coalizione’ dei piccoli partiti, che ebbe un ruolo così significativo in passato”

Redazione
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