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Razzismo negli stadi, l’audio che inguaia la Lega: “Spegniamo i microfoni così i cori non si sentono”

Razzismo negli stadi, l'audio che inguaia la Lega: "Spegniamo i microfoni così i cori non si sentono"

Il tema razzismo negli stadi tiene banco tra le cronache nazionali da giorni. Anzi se consideriamo l’Inter – Napoli del 26 dicembre dello scorso anno possiamo parlare che a quasi 365 di distanza non è cambiato nulla.

I cori da parte dei tifosi continuano ad esserci così come le proteste dei calciatori vittime di questi gesti ignoranti. I casi più eclatanti in Italia sono stati KoulibalyBalotelliLukaku. Ma c’è un retroscena che ha messo in difficoltà la Lega Calcio Serie A.

In prticolare il suo Ad Luigi De Siervo che è stato incastrato da un audio ‘rubatogli’ dove ha detto di spegnere i microfoni così i cori razzisti non si potranno più sentire. La registrazione sarebbe stata effettuata lo scorso 23 settembre in occasione di un Consiglio di Lega.

Secondo quanto riportato da La Repubblica, avrebbero partecipato l’allora presidente della Lega Gaetano Micciché, Luca Percassi dell’Atalanta, Alessandro Antonello dell’Inter, Paolo Scaroni del Milan, Stefano Campoccia dell’Udinese e il segretario verbalizzante Ruggero Stincardini.

De Siervo, contattato dal quotidiano, ha ammesso l’originalità dell’audio ed ha minacciato querela: “Nell’audio si sente solo una frazione del ragionamento. Che era molto più ampio. Stavamo parlando di produzione televisiva. E si partiva dal presupposto che noi non siamo giornalisti che dobbiamo scovare le notizie, noi produciamo uno spettacolo e lo valorizziamo. A controllare la regolarità dello svolgimento della gara e documentare a fini legali e sportivi ciò che capita dentro lo stadio ci pensano già gli organi preposti: la polizia, gli ispettori di Lega e Federazione e, non ultimi, gli arbitri. Noi stavamo ragionando di come le riprese tv possono raccontare al meglio la bellezza del calcio. Lo facciamo continuamente. E la linea è evitare di indugiare sui brutti episodi che ogni domenica capitano. Per dire, abbiamo ‘squalificato’ per due giornate il regista che a Cagliari aveva indugiato per 40 secondi, durante un controllo Var, sulla curva del Cagliari che in quel lasso di tempo aveva fatto di tutto. Allo stesso modo abbiamo fermato un altro regista che aveva inquadrato per troppo tempo un omaggio dei tifosi interisti a Diabolik. Non si tratta di censura. Stavamo parlando di come valorizzare un prodotto. Eravamo reduci da un articolone del New York Times che indicava l’Italia come la nuova frontiera del razzismo nel calcio. E io ho suggerito di gestire in maniera più precisa il direzionamento dei microfoni. Capita spesso infatti che da casa si sentano dettagli che allo stadio nemmeno si percepiscono“.

Redazione
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