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Rapporto Censis 2019, italiani in crisi, insicuri e arrabbiati con derive antidemocratiche. Ma non mollano

Insicurezza lavorativa, ascensore sociale fermo, sfiducia nello Stato e nella Politica, crisi economica. Stress, ansia e ingiustizie vissute sulla propria pelle, rabbia e frustrazione con pericolose derive antidemocratiche. Infatti secondo il 48% degli italiani ci vorrebbe un uomo forte al potere che non debba preoccuparsi di Parlamento ed elezioni. Questa percezione è sentita maggiormente nelle fasce più basse della scala sociale. Inoltre, negli ultimi anni, è aumentata pericolosamente la deriva verso odio, intolleranza e gli episodi di razzismo verso le minoranze, in particolare verso gli immigrati. Ma anche voglia di reagire e nuove tecniche di resilienza. E’ questo quello che viene fuori dal nuovo rapporto Censis “Società Italiana al 2019”.

Gli italiani a quanto pare vivono un’epoca di transizione. Da un lato non hanno più fiducia in nulla, non nella Pubblica Amministrazione, non nella politica, dall’altro precipitano nell’ansia. Il 74% degli italiani si è sentito molto stressato per questioni familiari, per il lavoro o senza un motivo preciso e addirittura, rileva il Censis, il 55% dichiara che talvolta “parla da solo” (in auto, in casa). Del resto, nel giro di tre anni (2015-2018) il consumo di ansiolitici e sedativi (misurato in dosi giornaliere per 1.000 abitanti) è aumentato del 23% e gli utilizzatori sono ormai 4,4 milioni (800.000 di più di tre anni fa). Il 75% degli italiani non si fida più degli altri, il 49% ha subito nel corso dell’anno una prepotenza in un luogo pubblico (insulti, spintoni), il 44% si sente insicuro nelle vie che frequenta abitualmente, il 26% ha litigato con qualcuno per strada. Perché l’ascensore sociale che garantiva un successo generazionale è ormai rotto da due decenni. Perché la crisi ha impoverito gli italiani. E i vecchi “muri a secco” sui cui si tenevano aggrappati gli italiani stanno vacillando, come gli investimenti nel mercato immobiliare e quelli in titoli di Stato che garantivano una “tenuta sociale”.

Ma dall’altro lato, assicura il Censis, che gli italiani non “hanno perso il furore di vivere”. Resiste il reparto manifatturiero formato dal nuovo triangolo industriale tra Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna, la fascia dorsale lungo l’Adriatico. E poi nuove strategie economiche, la nuova sensibilità ai problemi del clima, che favorisce la partecipazione sociale e avvia, sia pure lentamente, forme di economia innovative come l’economia circolare. Una rinnovata fiducia nell’Unione Europea serpeggia tra chi guarda avanti. E si continua ad avere una vita decente sotto profili diversi da quelli strettamente economici e lavorativi: nel 2018 la spesa delle famiglie per attività ricreative e culturali è stata pari a 71,5 miliardi di euro.

Quello che manca ora è una guida politica sicura e degna di fiducia che guardi al futuro.

Redazione
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