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Radio Radicale, Di Maio: “Diamo i soldi ai terremotati”. Falconio: “È servizio pubblico, attendiamo la gara”

Radio Radicale, Di Maio: "Diamo i soldi ai terremotati". Falconio: "È servizio pubblico, attendiamo la gara"

Sarà andato via il “gerarca” Vito Crimi, come amava chiamarlo il grande Massimo Bordin ma il M5S non ha certo perso il vizio. Così, per l’ennesima battaglia liberticida dei grillini, ecco comparire sul banco degli imputati ancora una volta Radio Radicale.

Come una sorta di vendetta per la sconfitta che ha dovuto subire mesi fa, Luigi Di Maio ha dichiarato che: “Ci sono di nuovo 8 milioni di euro all’anno per 3 anni a Radio Radicale. Ma diamoli ai terremotati…“, ha detto il Ministro degli Esteri riferendosi alla manovra finanziaria.

A far da eco al capo del Movimento 5 Stelle – ovviamente – Il Blog delle Stelle: “24milioni per Radio Radicale? Non ci stiamo! Diteci voi come utilizzereste questi soldi. Qualcuno in legge di bilancio ha riproposto, per l’ennesima volta, di finanziare Radio Radicale con milioni di euro delle tasse degli italiani: 8 milioni all’anno per tre anni. Sono 24 milioni di euro. Altri 24 milioni di euro di soldi pubblici a una radio privata, che negli anni si è già presa 250 milioni di euro di soldi delle tasche dei cittadini. Tutti i partiti sono compatti su questo tema ma in Parlamento faremo di tutto per bloccare questa porcata. Non abbiamo i numeri per bloccarla da soli? Bene, nella vita ci sono battaglie che dobbiamo essere orgogliosi di perdere. E che dobbiamo invece vergognarci di non combattere. Quindi noi questa battaglia la combattiamo. Fino in fondo“.

Immediate le risposte provenienti dall’emittente radiofonica fondata da Marco Pannella. Il Direttore Alessandro Falconio ha ricordato la funzione pubblica svolta dalla radio e dell’attesa da parte dell’emittente di un bando di gara pubblico al quale partecipare: ”Radio Radicale svolge da 43 anni un servizio pubblico di interesse generale, come riconosciuto anche dall’Autorità per le comunicazioni nella segnalazione urgente che nella scorsa primavera ha inviato al governo affinché prorogasse la convenzione, in attesa dello svolgimento di una gara per la trasmissione delle sedute parlamentari. Oltre a questo, noi trasmettiamo le attività di tutte le altre istituzioni, a partire da quelle di governo, del Csm e della Consulta, e le attività di tutti i partiti e movimenti politici, nessuno escluso. Abbiamo sempre garantito un’informazione istituzionale, la più completa possibile -assicura Falconio- come dimostrano anche i tanti attestati che ancora in queste ore ci stanno arrivando da diverse parti politiche”.

Sulla vicenda si sono pronunciati anche il Segretario di + Europa Benedetto Della Vedova: “Il lupo grillino non ha perso nè il pelo nè il vizio. L’attacco a Radio Radicale è un attacco alla libertà d’informazione, soprattutto se informazione libera e senza censura come quella di un vero servizio pubblico come Radio Radicale. Il M5S è quello che è sempre stato, una forza eversiva della liberaldemocrazia. Pd e Italia Viva stronchino sul nascere questa discussione liberticida“.

E il Segretario del Partito Radicale Maurizio Turco: “Questa notizia dovrebbe far piacere ai cittadini e a tutti coloro che in questi mesi hanno dimostrato l’importanza di Radio radicale nel rispettare il proprio diritto a conoscere, che evidentemente è stato negato da altri mezzi di comunicazione. Noi suppliamo alla mancanza di un servizio pubblico, perchè non è redditizio. Anche il servizio pubblico risponde a delle logiche che non sono proprio quelle dell’interesse pubblico puro, ovvero, fine a stesso. Quella di Di Maio non è una battuta da uomo di governo“.

 

Redazione
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