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Problemi per Trump, la Corte Suprema degli Stati Uniti dà l’ok al voto per posta in Pennsylvania

Problemi per Trump, la Corte Suprema degli Stati Uniti dà l'ok al voto per posta in Pennsylvania

La Corte Suprema degli Stati Uniti si è schierata con i Democratici per consentire alla Pennsylvania di contare le schede per posta ricevute fino a 3 giorni dopo l’Election Day anche se non hanno un timbro postale chiaro. I giudici hanno così rigettato l’istanza dei repubblicani.

I giudici della Corte Suprema si sono divisi con un 4 contro 4, un pareggio che di fatto ha confermato la sentenza della Corte Suprema della Pennsylvania che richiedeva ai funzionari elettorali della contea di ricevere e contare le schede per posta che arriveranno fino al 6 novembre, anche se non hanno un timbro postale chiaro, fintanto che non ci siano prove che queste siano state spedite dopo la chiusura delle urne.

I repubblicani, compresa la campagna del presidente Donald Trump, si sono opposti a tale estensione, sostenendo che viola la legge federale che stabilisce il giorno delle elezioni come il primo martedì dopo il primo lunedì di novembre e che tale decisione appartiene costituzionalmente ai legislatori, non ai tribunali. Il presidente del Partito repubblicano dello stato, Lawrence Tabas, ha detto che il partito non è d’accordo con la decisione e che il pareggio 4-4 “sottolinea solo l’importanza di avere una Corte Suprema completa il prima possibile”. Nancy Patton Mills, presidente del Partito Democratico della Pennsylvania, ha accusato i repubblicani di cercare di seminare confusione e privare del diritto di voto gli elettori aventi diritto. “Questa è una vittoria significativa per gli elettori della Pennsylvania”, ha commentato Mills.

Redazione
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