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Padre uccide figlio disabile e poi si toglie la vita, il sindaco: “Nell’ultima telefonata non erano state rilevate difficoltà”

I carabinieri del Comando Provinciale di Roma, in collaborazione con i comandi dell'Arma territorialmente competenti e della Guadia Civil spagnola, stanno dando esecuzione ad un'ordinanza che dispone misure cautelari nei confronti di 33 persone, emessa dal gip della Capitale nei confronti di due diverse associazioni, una vicina alla 'Ndrangheta e una vicina alla Camorra, interconnesse dalla mutua assistenza nello specifico settore del narcotraffico. Gli arresti, nell'ambito dell'operazione "Akhua", sono eseguiti nelle province di Roma, Napoli, Cagliari, Oristano, Reggio Calabria e Varese, ma anche in Spagna. Sempre questa mattina i militari, coordinati dalla Direzione Distrettuale Antimafia del procuratore facente funzioni Michele Prestipino, stanno eseguendo un sequestro preventivo di beni per un valore complessivo di circa 1 milione di euro.

Tragedia immane a Carpi in provincia di Modena dove un omicidio-suicido ha sconvolto la comunità cittadina.

Un padre di 69 anni ha ucciso il figlio e poi si è tolto la vita. A dare l’allarme questa mattina è stata la moglie dell’uomo che tornata dalla spesa aveva trovato la porta di casa chiusa. I vigili del fuoco, chiamati dalla signora per sfondare la porta, si sono poi trovati davanti alla drammatica scena. Sul luogo sono arrivati quindi i Carabinieri per i rilievi del caso. Stando alle prime indiscrezioni sembra trattarsi con tutta probabilità di un omicidio-suicido. Il padre di 69 anni avrebbe ucciso, soffocandolo con un sacchetto di plastica, il figlio 37enne disabile per poi togliersi la vita.

Dalle verifiche dei servizi sociali del comune è emerso che il figlio frequentava un centro diurno per disabili che però a causa dell’emergenza Coronavirus è rimasto chiuso per questi mesi di lockdown. Sulla vicenda è intervenuto anche il sindaco di Carpi Alberto Bellelli: “Quella che è accaduta stamattina a è una vicenda tragica, che sta scuotendo tutti i carpigiani, tutta la città: ovviamente anche il sottoscritto. Il mio primo pensiero va a quella donna, mamma e moglie, che si ritrova oggi in una condizione drammatica e incomprensibile. Faccio un appello a tutti a essere cauti nel giudizio, perchè non è il momento di precipitose frasi fatte e della ricerca per forza di un colpevole nella vicenda. Come tutti i ragazzi che hanno vissuto in questi giorni la chiusura di quei centri diurni – continua il sindaco nel suo messaggio – lui e la sua famiglia sono stati raggiunti dalle telefonate che periodicamente facciamo per sapere qual è la situazione, se si riscontrano particolari difficoltà. “Non venivano rilevate cose particolari, anzi la famiglia – ripercorre Bellelli – chiedendo quando sarebbero potuti accedere al servizio del centro diurno, si preoccupava della salute del figlio dicendo che avrebbero preso la cosa con estrema cautela, data la fragile condizione sanitaria del ragazzo in un momento così delicato”.

Redazione
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