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Omicidio Ornella Pinto, il compagno resta in carcere: “Il figlioletto terrorizzato”

Convalidato il fermo emesso nei confronti di Pinotto Iacomino, l’uomo di 43 anni che nella notte di sabato 13 marzo ha ucciso con 15 coltellate la compagna Ornella Pinto per poi darsi alla fuga e costituirsi dopo alcune ore alla caserma dei carabinieri di Montegabbione, in Umbria, confessando tutto.

Questa la decisione del Gip del Tribunale di Terni che ha disposto la custodia cautelare in carcere per l’uomo che dovrà difendersi dall’accusa di omicidio volontario.

L’omicidio è avvenuto nell’abitazione dove viveva la coppia a Napoli, nel quartiere San Carlo Arena. Iacomino ha spiegato agli investigatori di aver ucciso la compagna perché non accettava la fine della loro relazione. Il femminicidio è avvenuto mentre il figlio di 4 anni dormiva.

Il figlio di Ornella Pinto “era nascosto sotto le coperte e terrorizzato”. A raccontarlo è il papà della 40enne insegnante di sostegno ammazzata a bruciapelo dall’uomo che aveva deciso di lasciare. “L’ha accoltellata nel sonno” spiega il genitore in una intervista rilasciata al quotidiano Il Mattino. Peppe adesso chiede “giustizia e non vendetta”, si appella alla politica affinché “faccia qualcosa per evitare tragedie simili”, poi ripercorre gli ultimi giorni di vita della più piccola delle tra figlie che “negli ultimi mesi aveva confidato alla madre di volerlo lasciare perché si contrastavano spesso, anche per motivi banali”.

Redazione
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