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Omicidio Lecce, Antonio De Marco: “Erano troppo felici, mi è montata la rabia”

Omicidio Lecce, Antonio De Marco: "Erano troppo felici, mi è montata la rabia"

“Ho fatto una cavolata . So di aver sbagliato. Li ho uccisi perche’ erano troppi felici e per questo mi e’ montata la rabbia” . Sarebbero queste le parole con le quali Antonio De Marco avrebbe motivato agli investigatori l’assassinio di Daniele De Santis ed Eleonora Manta. Lo si apprende da fonti investigative. Lo stesso comandante provinciale dell’arma dei carabinieri Paolo Dembech ha escluso il movente passionale “che al momento non si evidenzia” spiegando ai giornalisti che le ragioni andavano a ricercarsi nel periodo di convivenza con la coppia la cui felicita’ potrebbe avrebbe avere infastidito il presunto omicida, che e’ un ragazzo “introverso, chiuso, con poche amicizie”.

Emergono anche ulteriori dettagli sulla modalità di agire dell’assassino. Antonio De Marco, “essendo stato coinquilino, aveva custodito una copia delle chiavi”, ha spiegato il comandante dei carabinieri. Secondo quanto ricostruito, “non c’è stato alcuno screzio tra locatore e affittuario, tanto che quando gli è stato richiesto, lui se ne è andato da casa, anzi lo ha fatto circa un mese prima”. Dembech è entrato nel dettaglio, precisando che si trattava di una locazione “in nero”, perciò senza contratto: “Ha abitato in quell’appartamento da novembre scorso fino all’inizio del lockdown. Poi ha lasciato casa e vi è rientrato da luglio ad agosto, quando ha ricevuto la comunicazione di Daniele che gli chiedeva di lasciare l’immobile a ottobre: voleva ristrutturarlo per andarci a vivere con Eleonora”.

Gli investigatori sono convinti: “Secondo noi può aver meditato il gesto nel momento in cui ha lasciato l’immobile. Da fine agosto gli saranno serviti circa dieci giorni per pianificare il tutto – ha detto Dembech -. Anche perchè il periodo di dieci giorni prima è compatibile con la strutturazione che ha fatto per portare a termine l’azione, a partire dallo studio per sfuggire dalle telecamere”.

Alessandro Fucci
Alessandro Fucci