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Ocse-Pisa2018, allarme Italia: gli studenti non comprendono un testo

Gli studenti italiani non riescono a comprendere un testo. E’ quanto emerge dal nuovo rapporto PISA 2018, acronimo di Programme for International Student Assessment, un’indagine internazionale con cadenza triennale promossa dall’OCSE. E i risultati degli studenti italiani è peggiore di quelli dei loro coetanei di 10 anni fa. Il primo ciclo dell’indagine si è svolto nel 2000; il 2018 è stato il settimo ciclo. Hanno partecipato alla prova PISA 11.785 studenti quindicenni italiani, divisi in 550 scuole totali. L’Italia partecipa fin dal primo ciclo. Alla rilevazione PISA 2018 hanno partecipato 79 paesi di cui 37 paesi OCSE.

Per quanto riguarda la lettura i dati per l’Italia sono drammatici. Solo uno studente su 20 riesce a  distinguere tra fatti e opinioni quando si tratta di leggere un testo di un argomento a loro non familiare. La media Ocse invece è di uno su dieci. Mentre gli studenti che hanno difficoltà con gli aspetti di base della lettura sono uno su quattro: non riescono ad identificare, per esempio, l’idea principale di un testo di media lunghezza.

Non è una novità, ma sulle capacità di lettura si conferma il divario tra Nord e Sud: gli studenti delle aree del Nord ottengono i risultati migliori, al di sopra della media Ocse (Nord Ovest 498 e Nord Est 501), mentre i loro coetanei delle aree del Sud sono quelli che presentano le maggiori difficoltà (Sud 453 e Sud Isole 439).

Per le differenze di genere invece le ragazze superano i ragazzi di 25 punti; nel Nord-Estee nel Sud Isole il divario arriva a 30 e 35 punti di differenza. Il vantaggio delle ragazze è confermato anche da una presenza maggiore di ragazzi che non raggiungono il livello minimo di competenza: circa il 28% contro il 19%.

In Matematica va meglio. Gli studenti italiani hanno ottenuto un punteggio medio (487 – era 490 nel 2015) in linea con la media dei paesi Ocse (489). Ma anche qui gli studenti del Nord Est, con un punteggio di 515, e quelli del Nord Ovest, con 514, ottengono risultati mi­gliori rispetto agli studenti del Centro (494), del Sud (458) e del Sud Isole (445). In particolare le due province di Trento e Bolzano hanno ottenuto risultati non dissimili dai Paesi scandinavi.

Problematica infine anche la situazione in scienze. Gli studenti italiani ottengono un risultato medio significativamente inferiore a quello dei coetanei dei Paesi Ocse in scienze, 468 contro 498. Più in generale, se si guarda a un periodo più lungo, la media dei risultati in scienze nel 2018 è significativamente inferiore a quella osservata nel periodo 2009-15.

Amaro il commento di Anna Maria Ajello, presidente Invalsi, che fa notare come un decennale problema così grave non venga preso in considerazione dalla politica italiana: “non scatta una presa in carico del problema rispetto alla lettura di dati che, al contrario, devono preoccupare”

Redazione
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