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“Non c’ero mai stato”, il nuovo libro di Vladimiro Bottone edito da Neri Pozza

"Non c’ero mai stato", il nuovo libro di Vladimiro Bottone edito da Neri Pozza

Il nuovo romanzo di Vladimiro Bottone inizia con una foto di famiglia: c’è Napoli, le descrizioni accurate dei luoghi, l’attenzione nel ritrarre i personaggi,un’attenta ricerca linguistica e lessicale. L’autore dei due fortunati noir storici, Vicaria e Il giardino degli Inglesi, ambientati nella Napoli ottocentesca, si addentra su un terreno nuovo, a tratti infido, spiazzante e sconvolgente.

Ernesto Aloja, uomo maturo, vive defilato. Editor, ha segnato a margine le storie degli altri, “Il cane da guardia della leggibilità per i testi che le mettevano nella ciotola, il mastino del page turning “, come lo definisce l’altra protagonista. Lei,Lena Di Nardo, promettente scrittrice, giovane donna lontana da lui per età e provenienza sociale, “angelo caduto e ribelle”, scandalosa e fragile.

Dal loro incontro parte una serie di episodi reali,spesso al limite della decenza, e di riflessioni sulla letteratura , l’editoria, le distanze generazionali: è la storia che lei vuole pubblicare, la storia che finalmente lui decide a scrivere per sé stesso,trovando nella scrittura il filo per non smarrirsi nei fantasmi del passato? O,semplicemente, è il romanzo che va avanti, scrivendosi davanti ai nostri occhi?
Si potrebbe parlare di myse en albyme, una storia che comprende lo stesso scrittore che la compone a va avanti, quasi a sua insaputa.

Ma per questo romanzo la tecnica non serve, alle crepe che l’esistenza svela, le”fratture invisibili del cristallo che, un certo giorno, ne ragnano la superficie”, non si può opporre resistenza. Si continua a vivere, a cercare dentro di se’, a tornare alla foto in bianco e nero senza più pronunciare le parole “Fin qui e non oltre”. Se nei due precedenti romanzi le storie,terribili e infernali, di miseria,sopraffazione e violenza erano filtrate dalla distanza temporale, qui è la vita reale che obbliga ad una risposta, spingendo ad interrogarsi sulle proprie crepe e fratture.

E, a suo modo,anche questo è un thriller. C’è un passo in cui Ernesto, sentendo il peso della sua età, guardando Lena e una sua amica, dice: “Pagherei per essere nei loro occhi”. Viene in mente, come in un flash,uno straordinario film di qualche anno fa, Birdman: Edward Norton,attore ormai maturo,discute con la giovane Emma Stone, pericolosamente seduta sul cornicione dell’ultimo piano di un teatro di Broadway.

“Cosa mi faresti ora?” domanda lei e lui risponde,apparentemente spietato ma con tenerezza:”Ti staccherei gli occhi per vedere il mondo come se avessi la tua età “. Non c’ero mai stato di Vladimiro Bottone,un titolo che è un’ammissione dell’autore ma anche un invito per il lettore,una lettura che fa riflettere e ti segna.

Tiziana Esposito, docente del Liceo Scientifico Francesco Severi di Castellammare di Stabia (Na)

Redazione
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