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Natale: aperture, cenoni, coprifuoco e ritorno a scuola. Cts: “E’ un azzardo, per contenere epidemia si deve fare così”

Natale: aperture, cenoni, coprifuoco e ritorno a scuola. Cts: "E' un azzardo, per contenere epidemia si deve fare così"

Fabio Ciciliano, segretario del Comitato Tecnico Scientifico, in un’intervista al Corriere della Sera, ha fatto alcune previsioni su come dovremmo vivere il periodo natalizio per evitare una terza ondata di contagi.

Aperture a Natale

Si è detto contrario all’apertura degli impianti sciistici: “Lasciare aperti gli impianti sciistici per riempire hotel e case di montagna mi sembra un azzardo se davvero vogliamo riuscire a contenere l’epidemia. I dati sono in miglioramento ma abbiamo ancora importanti numeri giornalieri di contagiati e di decessi tanto che l’Rt nazionale è ancora superiore a 1″.

“Bisogna cercare – ha detto – di gestire l’intera partita in sede europea. In ogni caso per tutelare il Paese da nuovi contagi si dovrà prevedere un periodo di quarantena per i vacanzieri che rientrano. Questo certamente scoraggerà molti dal partire”. Sull’eventualità di aprire i ristoranti a Natale e Santo Stefano “si potrebbero considerare le indicazioni del Cts quando ha suggerito di aprirli nei giorni festivi e la domenica a pranzo, anche per prevenire aggregazioni familiari nelle case che sarebbero poco controllate”.

“La scelta – ha spiegato Ciciliano – di fermare l’attività alle 18 e vietare gli spostamenti alle 22 serve ad evitare ogni possibile assembramento. Credo sia ancora necessario, così come è indispensabile l’incessante lavoro delle forze dell’ordine per la verifica sull’osservanza delle regole. Anche perché serve a tutelare chi le regole le rispetta”.

Spostamenti e cenone di Natale

Niente deroghe sugli spostamenti? “Se metto da parte per un momento l’aspetto squisitamente tecnico – ha spiegato ancora il segretraio del Cts – penso alle famiglie spaccate dalla distanza dei figli lontani per motivi di lavoro o di studio come possano vivere da sole proprio il periodo natalizio che magari è l’unico momento dell’anno che hanno per incontrarsi. Oppure ai nostri vecchi, i genitori che vivono da soli tutto l’anno per non gravare sulle famiglie e si ritroveranno così anche a Natale».”Indossiamo sempre la mascherina quando non si mangia. Teniamo i bambini in tavoli separati dagli anziani” ha aggiunto.

E poi intervenuto sulla questione scuole, apriranno il 7 gennaio? «È il primo obbligo morale di un Paese moderno ed evoluto. Mi auguro – ha detto ancora – che tutte le istituzioni coinvolte a tutti i livelli e per tutti gli aspetti, finalmente decidano di risolvere una volta e per sempre la questione, magari impiegando il periodo delle vacanze di Natale per risolvere le principali criticità». “Tutti possono e devono partecipare a un piano straordinario – ha concluso Ciciliano – che il Paese deve poter offrire alla scuola, magari proprio approfittando di questa epocale contingenza epidemica. Se lasciato solo, il ministero dell’istruzione non potrà mai farcela».

Mariacarmela Fucci
Mariacarmela Fucci