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Marcianise, l’allarme della Coca Cola: “Con le nuove tasse lo stabilimento rischia la chiusura”

Marcianise, l'allarme della Coca Cola: "Con le nuove tasse lo stabilimento rischia la chiusura"

L’allarme l’ha lanciato Giangiacomo Pierini, direttore della comunicazione Coca Hbc Italia: “Non solo tassi la plastica, non solo le bevande con la zucchero, anche quelle senza zucchero. Per noi è davvero incomprensibile“.

Le nuove tasse ipotizzate dal governo su plastica e zucchero potrebbero causare la chiusura dello stabilimento di Marcianise (in provincia di Caserta). “Dei tre stabilimenti italiani — spiega Pieriniquello di Oricola (L’Aquila), dove la plastica rappresenta il 100 per cento dei contenitori, e quello di Marcianise, dove siamo al 70 per cento di utilizzo del Pet, rischiano seriamente la chiusura se non si ridurrà la portata di queste misure. Sulla plastica abbiamo registrato qualche apertura, sulla sugar tax, che è completamente nuova e colpisce le bevande anche senza zucchero, nessuno ci ha ascoltato“.

Come riportato da Il Corriere del Mezzogiorno, quello di Marcianise è il più grande stabilimento del Sud Italia, inaugurato nel 1977, con 4 linee produttive e oltre 207.000.000 litri prodotti annualmente tra Coca-Cola, Fanta, Sprite e Fuzetea nei formati vetro, Pet e lattine. Nel solo 2019, sono stati investiti 7.5 milioni di euro per il potenziamento della capacità industriale con l’installazione di una nuova linea Pet.

Prosegue Perini: “Non solo stavamo investendo anche in plastica riciclata. Questa stangata ci costa 180 milioni di euro, 140 a causa della sugar tax e 40 per la plastic tax. La riconversione non solo non conviene in termini economici, ma anche ambientali. La lavorazione di vetro e alluminio produce molta più anidride carbonica del Pet“.

Pierini ha concluso: “Sinceramente facciamo fatica a capirne il senso, negli ultimi dieci anni il consumo di bevande è calato del 25 per cento, quindi già c’è una crisi del mercato cui dobbiamo far fronte. Per questo stiamo investendo su nuovi prodotti e nuovi formati, ma gestire una così pesante tassazione, è incomprensibile. Tra l’altro vuole colpire l’obesità e poi si tassano anche le bevande senza zucchero e senza calorie. Sul tema altri paesi europei stanno facendo passi indietro. In Veneto il nostro stabilimento produce solo per esportare. E la tassa non colpisce l’export, quindi il Veneto si salva, ma l’Abruzzo e la Campania no. Non vogliamo allarmare e lo stiamo dicendo con trasparenza. Il rischio è concreto. E non solo per noi. In Campania ci sono realtà più piccole che soffrono e soffriranno ancora più. Di fatto è un attacco a un’industria già in sofferenza che sta lavorando a quote nuove di mercato. È una stangata incomprensibile“.

Alessandro Fucci
Alessandro Fucci