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La sfida della Meloni a Conte: 5 proposte per rimettere in piedi l’Italia

Giorgia Meloni non è per il sorpasso della Lega: "Possiamo crescere insieme"

Cinque proposte concrete su cui incalzare il governo, al di la’ delle formule, siano esse commissioni bicamerali, cabine di regia o capigruppo unificate. E’ la sfida che la leader di FdI Giorgia Meloni ha lanciato oggi al premier Giuseppe Conte e a tutta la maggioranza, presentando in una conferenza stampa nella sede del partito gli elementi emersi dal presidio che Fratelli d’Italia ha tenuto in piazza Capranica a Roma per una decina di giorni, ascoltando le richieste delle categorie piu’ colpite dalla crisi. “Voglio sfidare il governo su alcune proposte molto concrete – ha detto la Meloni – su questioni sulle quali mi piacerebbe sapere cosa pensa la maggioranza”. “Su queste proposte concrete – ha aggiunto – siamo disponibili a confrontarci pubblicamente.

Le presenteremo in Parlamento, ci mettiamo la faccia. Sono stati dieci giorni con moltissimi incontri, dibattiti e approfondimenti con tutte le categorie, non ci sono stati problemi, non ci sono stati assembramenti, non ci sono stati. Il lavoro di Fratelli d’Italia – ha detto ancora Giorgia Meloni – e’ quello di trasformare la rabbia in proposta. Le responsabilita’ della situazione sono abbastanza evidenti ma non voglio fare polemica, voglio dimostrare la serieta’ con la quale Fdi ha tentato di lavorare per dare una mano”. Entrando nel merito delle proposte avanzate, la prima riguarda il dl ristori: “Noi pensiamo che si debbano allargare i contributi previsti a tutte le attivita’ che abbiano avuto una contrazione del fatturato superiore al 33% rispetto all’anno precedente in un periodo di riferimento”. Poi c’e’ la necessita’ di “lavorare sui costi fissi”, poiche’ “la logica del bonus e’ sbagliata e chi e’ chiuso, per esempio, non puo’ pagare la Tari”. Altro tema, quello del credito d’imposta: anche per gli affitti, “va esteso a tutte le attivita’ con una perdita del fatturato superiore del 33% e deve passare dal 60 al 100%”. Inoltre, serve per FdI “un sistema unico di ammortizzatori sociali” perche’ “tutti i lavoratori sono uguali e non deve esserci discriminazione tra autonomi e dipendenti.

Chiediamo allo Stato – aggiunge Giorgia Meloni – di acquistare servizi da settori in crisi, penso ai trasporti e al coinvolgimento del privato, dai pullman ai taxi collettivi, agli Ncc. Lo stesso con gli hotel che si possono utilizzare per ospitare chi ha bisogno di quarantena, o per mettere in sicurezza gli anziani”. Sempre sul fronte del lavoro, per FdI e’ necessario che “il blocco dei licenziamenti si sovrapponga perfettamente alla Cig. Devono camminare di pari passo, perche’ attualmente non e’ cosi'”. “La condizione perche’ cada il mio scetticismo verso la maggioranza – ha concluso la Meloni – e’ non che Conte ci inviti per il te’ delle cinque, ma che si approvino le nostre proposte. Mi si dica dove devo portare queste proposte e io le portero’. Ma non e’ che se ci vediamo c’e’ collaborazione”.

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Redazione
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