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La Cina riuscirà a diventare la prima potenza mondiale superando gli Stati Uniti?

Napoleone Bonaparte guardando un mappamondo disse: “La Cina, ecco un mostro che dorme, quando si risveglierà la faccia del mondo sarà cambiata”. Così sta accadendo settanta anni dopo la nascita della Repubblica Popolare Cinese. 1,4 miliardi di abitanti, 8 mila anni di storia con una continuità storica che poche civiltà hanno conosciuto al Mondo, una storia che vede una crescita ed una evoluzione sempre nella difesa dei confini e la straordinaria e colossale opera della Grande Muraglia cinese ne è la conferma. Le mire espansionistiche militari non sono mai state la priorità se non nel controllo e conquista dei territori al confine, una geopolitica insomma di prossimità viste le rotte molto brevi che la collegavano ai suoi partners commerciali.

Taiwan ed il Tibet invece rivestono per la Cina un interesse strategico perchè in Tibet nascono i tre più grandi fiumi della Cina e perchè il Tibet è molto ambito anche dall’India e Taiwan è un’isola a soli 180 Km ed ambita da Giapponesi ed americani una portaerei inaffondabile come la definì il generale americano Macarthur ed Taiwanesi si sentono cinesi. La Cina non ha mai cercato di esportare la propria ideologia lontano dalle proprie terre infatti è stata sempre una potenza terrestre grazie alle dimensioni del proprio territorio già molto impegnativo da difendere e da gestire ed il fatto di essere dei bravi navigatori era solo a scopi commerciali e non per esibizioni di potere. Dopo secoli di dinastie la più importante delle quali fu la dinastia Han in cui si identifica la maggior parte del popolo cinese, durante la seconda guerra mondiale una cruenta guerra civile contadina vede contrapposto il partito nazionalista di Chiang Kai Shek che allora governava il paese e le forze comuniste capeggiate da Mao Zedong che nel 1949 caccerà i nazionalisti proclamando la nascita della repubblica popolare cinese.

Per parlare di quello che la Cina è oggi non si può prescindere da un breve excursus storico su colui che fu il padre del cambiamento dopo 8 mila anni di storia verso l’industrializzazione Mao Zedong, che prese alla lettera la frase di un filosofo tedesco: in ogni individuo c’è una forza sufficiente se sprigionata del tutto a muovere una intera nazione. Mao inizia a professare la sua filosofia del cambiamento già con la rivoluzione contadina dal 1935. Fu un uomo rivoluzionario, un filosofo, un dittatore spietato e la strada della sua ascesa al potere e della sua filosofia fu bagnata dal sangue di milioni di morti. A lui si deve comunque la riunificazione della Cina. Nella prima fase della sua dittatura caratterizzata dal Grande balzo in avanti ricordiamo la sua frase: il potere scaturisce dalla canna del fucile infatti sopprimeva tutti i suoi critici ed oppositori con torture ed uccisioni. Un potere conquistato e sorretto da paura e morte. Il Grande balzo in avanti si delinea con l’idea di Mao di creare micro-industrie dell’acciao con manovalanza contadina. Aveva capito che la forza della Cina era il potenziale umano ed in particolare i contadini.

Mao sapeva parlare bene ai contadini con un linguaggio semplice figurato con parobole e storie perchè essi erano quasi tutti illetterati e ad un popolo di illetterati contadini bisognava dare un simbolo e Mao divenne presto un simbolo vivente della rivoluzione contadina. Però dopo poco tempo ahimè Il Grande balzo in avanti si rivelò un disastro. La Cina per acquistare macchinari dalla Russia sottopose uomini donne e bambini nelle campagne ad una vita da lavori forzati per produrre grano, togliendogli le terre che divennero dello Stato e lasciando poche razioni che non bastavano alla sopravvivenza. Ci fu una grande carestia che portò solo fame e povertà. Mao voleva ridurre l’agricoltura a Monopolio di Stato comprando a basso costo per vendere ad un prezzo più alto e comprare così macchinari per l’industrializzazione. Un popolo non più padrone della propria volontà. Questo grano non bastava a saldare i debiti ed addirittura Mao invitò i contadini a sopprimere gli uccelli che pizzicavano i chicci dal raccolto perchè diceva che quei chicchi moltiplicati per tante piantagioni diventavano ingenti quantità di grano che andavano perse.

Fu un progetto folle che portò a migliaia di morti di fame. Certo gli si deve un progetto di modernizzazione dell’agricoltura. In questo particolare momento storico Mao perde consensi e potere ma continua a disseminare terrore e morte per tenere ancora le redini del Paese e nel 1966 dà il via alla rivoluzione culturale proletaria facendo leva e sensibilizzando gli studenti ed i giovani (mitica fu la sua nuotata nel fiume giallo) per estromettere dirigenti di partito e di governo che lo avevano ostacolato e per imporre il pensiero marxista leninista in modo ortodosso. Vi furono quattro anni di disordini e di guerre civili con numerosi morti. Nel 1976 con la morte di Mao finisce la rivoluzione culturale ma non morirà mai il suo pensiero che ancora oggi aleggia nelle piazze, nella mentalità del Popolo e dei governanti e che è ancora alla base delle decisioni politiche strategiche e sociali del Paese. Nonostante i suoi numerosi fallimenti cancellare Mao dalle piazze e dal pensiero del popolo per il quale è quasi una divinità significherebbe svuotare il partito comunista di una figura che ha creato un nuovo pensiero ed una nuova visione del futuro della Nazione dopo 8 mila anni attuando la più grande trasformazione sociale mai tentata abbandonando soluzioni di vita millenarie per adottarne di nuove.

Lo succede al potere Deng Xiaoping che fu un suo oppositore all’interno del Partito che fece una serie di riforme economiche importanti e la Cina continua quindi quel progetto di industrializzazione inarrestabile ed inesorabile in cui però nè i diritti umani nè la tutela dell’Ambiente saranno mai punti fondamentali del processo di sviluppo. Viene realizzato un vero e proprio programma di invasione commerciale Mondiale per collocare i propri prodotti a prezzi imbattibili. L’industria spinge al massimo con condizioni di lavoro per gli operai al limite della resistenza fisica e con salari bassissimi. Pensate che il fiume giallo diventa talmente pieno di sostanze tossiche dallo sversamento delle industrie che stenta ad arrivare al mare tanto è denso. Oggi il Governo cinese invoglia grandi masse della popolazione ad espatriare per insediarsi in diverse parti del Mondo strategiche a veicolare il Made in China. La sete di emergere e di conoscenza fa sì che i cinesi negli ultimi 25 anni abbiano cominciato a visitare aziende occidentali per copiarne i prodotti per poi riproporre gli stessi a prezzi molto più bassi distruggendo così diverse realtà industriali non più competitive sui mercati. Eravamo tutti illusi che comprassero i nostri prodotti per altri fini ma poi ben presto capimmo che era solo per riprodurli fedelemente. E mentre nei primi anni le copie erano di scarsa qualità oggi la Cina si sta specializzando anche nell’offerta di prodotti di alta qualità.

I cinesi hanno succhiato la cultura e la conoscenza occidentali ed il loro piano di invasione commerciale non si limita solo alla vendita di prodotti ma oggi per consolidare i risultati ottenuti vogliono capitalizzare queste conoscenze mandando i loro figli a studiare nelle scuole e nelle Università prestigiose occidentali per creare anche una classe dirigente e di project manager che saranno davvero dei competitors molto strutturati e forti per l’Europa e l’occidente in generale. Una provincia cinese di nome Zhejiang molto popolata ed in particolare una città di nome Wenzhou che è fortemente insediata in tutto il Mondo e che ha aperto ristoranti, alberghi e negozi dove si può trovare di tutto è costituita principalmente da commercianti con spiccato senso degli affari. In Italia circa l’80% delle comunità cinesi provengono tutte da questa provincia. Sono comunità che tendono a non integrarsi e vivono nel loro ghetto senza creare disordini perchè sono dedite solo al lavoro. In queste attività commerciali la figura centrale è la donna nonostante vi sia sempre l’uomo che rappresenta colui che sovrintende ogni decisione. Fanno studiare i loro bambini generalmente fino alle scuole medie in Cina dove stanno coi nonni senza vedere il padre e la madre anche per due o tre anni e magari solo tramite una videochiamata. In Cina gli viene inculcata una cultura scolastica molto rigida quasi militare. Poi completate le scuole primarie e ben cinesizzati i ragazzi tornano coi genitori.

Una cultura di rigore sacrificio e disciplina che l’Occidente non ha perchè molto piu abituato al benessere. Con il Covid 19 abbiamo toccato con mano che uno dei punti nevralgici su cui l’Europa è caduta più volte è sul piano della resistenza alla privazione della libertà alla quale i cinesi sono abituati da secoli. Oggi però in Cina nonostante vi siano contraddizioni tra condizioni di grande povertà e poi ricchezze spropositate vi è più assistenza, più presidi sanitari di quartiere ed una radicata concezione del Noi e non individualista tipica dell’occidente. L’Europa sta adottando una politica molto aperta e troppo filocinese che a mio avviso sul breve termine sta dando l’illusoria speranza di crescita ma nel lungo termine se non si cercherà di consolidare con forza una identità nazionale capitalizzando storia,competenze, creatività e mettendo più regole per i Paesi ospiti andremo verso la graduale trasformazione in una succursale della Cina. Oggi la fatuità e l’illusoria visione di guadagno per la possibilità di vendere la propria attività massacrata da una pesante tassazione al cinesino di turno che arriva con la valigetta piena di contanti si rivelerà disastrosa domani per i nostri giovani.

Ed i Nostri Governi sono profondamente miopi di fronte ad una avanzata incontrollata della presenza cinese che a mio avviso deve essere mitigata. Allora riuscirà la Cina a surclassare gli Stati Uniti come prima potenza Mondiale?Io penso di no. La Cina per sopravvivvere deve produrre produrre produrre ed ancora produrre per 1,4 miliardi di buone ragioni. Il fabbisogno interno è il primo grosso problema e penso che non riuscirà nel tempo a mantenere questo trend produttivo sempre in ascesa perchè anche se il Governo con la repressione dell’informazione dei mezzi social ed internet che vengono bloccati per non far conoscere al popolo cinese quello povero che lavora in condizioni precarie che in altri paesi ci sono condizioni di vita migliori la convenienza della mano d’opera ormai si è già spostata su Indonesia e Thailandia e se la Cina non riuscirà a mantenere i prezzi dei prodotti bassi e competitivi col tempo ci sarà una importante flessione.

Va tenuto inoltre in debita considerazione che gli Stati Uniti sono stati lungimiranti investendo in settori molto consolidati e sempre in crescita primo fra tutti la ricerca la tecnologia e la potenza militare. Anche se la Cina è a caccia di risorse naturali fuori dal suo Paese in particolare in Africa ha dimostrato anche grosse incapacità nel gestire le sue risorse interne in particolare gas e petrolio. Insomma una realtà ancora molto a caccia di know how. Allora la mappa mundi quale sarà? Si potrà parlare di un secolo cinese. La via della seta può essere un buon trampolino per la Cina però è pieno di insidie attraversando l’Asia centrale il medio oriente la Russia oltre ad alcuni colli di bottiglia marittimi controllati dagli americani. Con la via della seta la Cina per l’esubero di produzione di acciaio si propone a nuovi mercati ma sarà molto complicato attuarla e sarà lunga e tortuosa la strada della diplomazia. Comunque la supremazia mondiale si giocherà sul campo della tecnologia del cyber e dell’intelligenza artificiale.

La Cina si è data il 2049 che è l’anno che segna il centenario della costituzione della repubblica come sfida per diventare la prima potenza mondiale a livello tecnologico e militare ma le sfide interne sono ancora tante da risolvere la propria integrità territoriale con Taiwan ed il divario economico tra costa ed entroterra ancora molto forte. La strada è ancora molto lunga per raggiungere i traguardi sperati anche se in Cina determinazione volontà e caparbietà non mancano e questi 7o anni di sviluppo spropositato ne sono la conferma.

Salvatore Fucci
Salvatore Fucci