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Italo chiude. Montezemolo lancia l’allarme

I treni ad alta velocità “sembrano cliniche: puliti, posti seduti e quindi tracciabili, ricambio d’aria frequente. Il ministro della Sanità il 14 luglio aveva stabilito che potessimo salire all’8o% di capienza, poi un’incomprensibile marcia indietro, con la conseguenza che oggi sui treni ad alta velocità si viaggia al 50%, mentre sul trasporto locale all’8’% o al 100%, senza controlli e con pericolosi ammassamenti. Certo, è un problema superato con la situazione di oggi, ma è stata una decisione demagogica, con un Cts che si è piegato, suo malgrado, a logiche politiche. E’ stato penalizzato chi è più sicuro e si è finanziato chi è meno sicuro”.

Lo afferma Luca Cordero di Montezemolo, fondatore e già presidente della società Nuovo Trasporto Viaggiatori, Ntv, in una intervista al Corriere della Sera. Ma per i treni sono stati stanziati 1,2 miliardi? “Solo annunci, a maggio, il decreto rilancio prevedeva la creazione di un fondo di circa 1,2 miliardi a sostegno delle imprese di trasporti a mercato, cioè alta velocità e servizio merci, da distribuire Le emergenze D Covid non diventi il paravento per non affrontare t roblemi economici del Paese in 15 anni. II governo ha disatteso impegni presi, siamo a novembre e non è arrivato nulla. A questo punto se non arrivano i fondi promessi in tempi brevissimi, Italo sarà costretto a fermarsi. E sarebbe una grande sconfitta per il Paese, non solo per noi. La concorrenza nei treni ha consentito di ridurre del 40% le tariffe, e la privatizzazione italiana viene citata come esempio in Europa Si conosceva il grande rischio di una ripresa della pandemia ad ottobre, e in questi mesi c’è stato un colpevole ritardo: assurda la libertà su movide, discoteche e assembramenti; non si è potenziato il servizio sanitario nazionale e locale, di cui in queste ore vediamo le conseguenze, non si è rafforzato il trasporto locale, e i treni disponibili di Italo oggi potrebbero essere utili proprio per rafforzare la sicurezza, la qualità e ridurre l’affollamento dei regionali. E poi, sono ancora pochi tamponi e mascherine, poche le forniture alle scuole, ecc. Ecco, trovo ipocrita dare la colpa solo alla popolazione dopo averla incensata per il senso civico”.

Redazione
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