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Iraq e India, furiose manifestazioni: scontri e morti in strada

Iraq e India, furiose manifestazioni: scontri e morti in strada

IN MEDIO ORIENTE – E’ di due manifestanti uccisi e 54 feriti il bilancio degli scontri scoppiati nella serata di martedi’ con gli agenti di polizia a Baghdad. Lo ha dichiarato ad “Agenzia Nova” una fonte della sicurezza locale. “Tra i 54 feriti alcuni presentano ferite per i proiettili usati durante le manifestazioni, mentre altri segni di soffocamento a causa dei gas lacrimogeni“, ha spiegato la fonte.

Negli scontri sono rimasti feriti anche degli agenti perche’ alcuni manifestanti hanno usato fucili da caccia. Secondo alcuni attivisti, i manifestanti sono stati colpiti dai proiettili nelle centrali piazze al Khilani e Tahrir nella capitale. Sono oltre 550 le persone rimaste uccise finora nelle violenze legate alle proteste anti-governative in corso dall’ottobre del 2019, che hanno gia’ portato alle dimissioni del premier Adel Abdul Mahdi. Il nuovo premier incaricato, Mohammad Tawfiq Allawi, sottoporra’ il proprio governo al voto di fiducia del parlamento domani, 27 febbraio.

IN ASIA – E’ salito ancora il numero dei morti nei disordini in corso da domenica nel distretto nord-orientale di Nuova Delhi: sarebbero 27 secondo quanto riferito dalla stampa indiana sulla base di fonti degli ospedali Guru Teg Bahadur e Lok Nayak; tra loro un agente dell’Intelligence Bureau e uno della polizia.

I feriti sono piu’ di 250. La polizia ha reso noto di aver aperto 18 fascicoli Fir (First information report), i rapporti informativi che danno l’avvio alle indagini, e di aver effettuato 106 arresti. Proprio oggi il consigliere per la Sicurezza nazionale, Ajit Doval, aveva dichiarato che la situazione era “sotto controllo“. Il capo del governo del Territorio di Nuova Delhi, Arvind Kejriwal, ha chiesto che venga schierato l’Esercito.

All’origine ci sono gli scontri tra manifestanti pro e contro la nuova legge sulla cittadinanza, Citizenship (Amendment) Act o Caa, promulgata a dicembre, che prevede un iter piu’ rapido per induisti, giainisti, cristiani, sikh, buddisti e parsi scampati a persecuzioni religiose in Bangladesh, Pakistan e Afghanistan.

A Jafrabad, Maujpur, Chandbagh e altre zone del nord-est della citta’ i manifestanti violenti hanno lanciato sassi e usato altre armi e hanno appiccato roghi ad auto e abitazioni, tra l’altro in concomitanza con la visita del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump (24-25 febbraio). Tra lunedi’ sera e ieri il ministro dell’Interno, Amit Shah, ha convocato tre riunioni di emergenza.

Fino al 24 marzo nel distretto e’ stato imposto il divieto di riunioni di piu’ di quattro persone, in base alla sezione 144 del Codice di procedura penale. Sulle strade, inoltre, sono state erette barricate per cercare di prevenire nuovi contatti tra gruppi di manifestanti di opposte fazioni e sono state dispiegate forze antisommossa.

Mariacarmela Fucci
Mariacarmela Fucci