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India è caos, manifestazioni contro le violenze

India è caos, manifestazioni contro le violenze

Tensione alle stelle in tutta l’India per le manifestazioni indette nel cuore della notte dagli studenti di molte università, in segno di protesta contro le irruzioni della Polizia che ieri, nel tardo pomeriggio è entrata nel campus dell’Università Jamia Millia Islamia di Delhi, e in quello dell’università gemella di Aligarh, in Uttar Pradesh. Alcune migliaia di persone si sono radunate verso la mezzanotte a Delhi, davanti al quartiere generale della Polizia protestando per ore davanti ai cancelli contro la violenza usata dagli agenti nell’irruzione al campus. A Mumbai migliaia di studenti di due università – la IIT e la ISC – hanno organizzato marce di mezzanotte: proteste in segno di solidarietà con la Jamia Millia anche a Hyderabad, Bengaluru, e in varie città del Tamil Nadu.

Una grande manifestazione contro la legge sulla cittadinanza, promossa dal Trinamool Congress Party, il partito della governatrice del West Bengala Mamata Banerjee, è in corso in queste ore a Kolkata. Ieri, a Delhi, a seguito di violenti scontri con manifestanti sulle strade, che protestavano contro la recente legge sulla cittadinanza, che penalizza i musulmani, la polizia ha invaso il campus della Jamia Millia Islamia University, picchiando i guardiani. Gli agenti hanno picchiato ragazzi e ragazze con i manganelli, lanciato gas lacrimogeni, distrutto la biblioteca e la moschea in cui era in corso una preghiera e arrestato 35 studenti. Najma Aktar, vice rettore del campus, parlando alla stampa, ha condannato l’azione della polizia e ha annunciato che l’Università chiederà un’indagine ad alto livello sul suo operato.

Il premier Narendra Modi interviene sulle violente proteste contro la nuova legge sulla cittadinanza, (il Citizen Amendment Bill), che vedono in tutto il paese una massiccia adesione degli studenti universitari, cercando di calmare gli animi con due tweet. Nel primo tweet Modi scrive che “il dibattito, la discussione, il dissenso sono elementi essenziali della nostra democrazia: azioni che danneggiano le proprietà pubbliche e stravolgono la vita normale non fanno parte della nostra etica“. Nel secondo tweet il Premier cerca di tranquillizzare i musulmani, esclusi dal semaforo verde previsto dalla legge: “Assicuro in modo inequivocabile i miei compatrioti che la legge non avrà nessuna conseguenza su nessun cittadino indiano di nessuna religione. Gli indiani non hanno nulla di che preoccuparsi: la legge riguarda solo chi ha subito anni di persecuzioni all’estero e ha solo l’India dove rifugiarsi“.

Come riportato dall’Ansa, la Corte Suprema indiana terrà domani un’udienza urgente su quanto accaduto ieri durante le proteste contro la nuova legge di cittadinanza all’Università Jamia Millia Islamia di Delhi e alla Alighar Muslim University dell’Uttar Pradesh. Secondo quanto scrive l’agenzia di stampa IANS i giudici hanno anticipato che non si faranno ricattare mentre le proprietà pubbliche vengono distrutte. “Con questo“, ha aggiunto il Presidente “non stiamo affermando che gli studenti siano responsabili e che la polizia sia innocente. Valuteremo a sangue freddo, ma solo se le proteste d’ora in poi saranno pacifiche“.

Mentre la protesta contro la legge sulla cittadinanza ha contagiato oggi gli studenti universitari dei campus di tutta l’India, con manifestazioni a Mumbai, Kolkata, Bangalore, dal nord- est del paese i morti per le analoghe proteste nello stato dell’Assam sono saliti a sei. Il sito online Firstpost scrive che ai quattro morti confermati dalle autorità nei giorni scorsi a Guwahati, la capitale dell’Assam, se ne sono aggiunti altri due: un autista di camion, morto in ospedale per le ferite riportate negli scontri di sabato, e un manifestante, ucciso dalle pallottole sparate dalla polizia lo scorso 12 dicembre, durante una delle manifestazioni più violente. Le manifestazioni in Assam continuano tutti i giorni con la serrata quasi totale delle attività, mentre il coprifuoco viene tolto e riconfermato a singhiozzo.

Alessandro Fucci
Alessandro Fucci