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Il perdono di Letta: “Renzi può rientrare nel Pd”

Non ho sentimenti di rivincita, o di chiusura, sono per i confini larghi. L’importante e’ che tutti siamo consapevoli di quanto la leadership di Zingaretti ha fatto per il Paese, spostandolo su una posizione europeista”. Cosi’ Enrico Letta in un’intervista al Corriere della sera sull’apertura che Bonaccini ha rivolto a Renzi. L’ex premier, che ha poi ceduto le chiavi di Palazzo Chigi proprio a Renzi, dice: “Le porte aperte non mi spaventano, anche se troppo spesso nel campo del centrosinistra hanno prevalso ripicche e odi personali”. Sul fatto che Zingaretti sia sotto attacco, Letta risponde che “chi lo dice racconta una balla. Sulla cosa piu’ importante, il rapporto con l’Europa, il Pd ha fatto la differenza. Avevamo un governo antieuropeo e adesso abbiamo un governo europeista e questo grazie al lavoro di Zingaretti nei confronti dei Cinque stelle”.

La questione dell’immigrazione e dei decreti sicurezza: “La differenza tra Lamorgese e Salvini e’ come tra il sole e la luna. Non e’ vero che la ministra dell’Interno sta facendo le stesse politiche della Lega e sono sicuro che quei decreti saranno cambiati. Devono essere cambiati”. Poi racconta che “l’Italia prendera'” i soldi del Mes, “per il bene delle persone, dell’economia e della sanita'”. Se il governo perde le Regionali, Conte deve lasciare? “No, Pd e M5s vanno divisi a queste elezioni, che sono a turno unico. Quindi non e’ un test nazionale”. E se Zingaretti perde la Toscana? “Sono elezioni regionali e tali debbono rimanere. Zingaretti e’ stato eletto alle primarie e, a parte il fatto che non si puo’ cambiare leadership a ogni cambio di scenario, bisogna riconoscergli di aver spostato l’asse del Paese. Da toscano dico che vinciamo. Parliamo del brand di regione italiana piu’ famoso nel mondo e bisogna evitare l’immagine drammatica di una Toscana che passa alla Lega”. “Il referendum e’ divisivo – osserva partendo dal fatto che Prodi vota no – ci possono essere posizioni diverse anche tra le personalita’ piu’ eminenti del Pd e ha fatto bene Zingaretti a tenerne conto. Ho sempre sostenuto la riduzione dei parlamentari, sarei in contraddizione con me stesso se non votassi si'”. Conte puo’ essere il federatore del centrosinistra? O lei ci sta pensando? “Sono convinto che si votera’ a scadenza naturale, febbraio del 2023. E’ un’era geologica, parlarne adesso e’ inutile”.

Redazione
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