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Guerra nel M5S: firme contro capigruppo e direttivo

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Sale la tensione tra i 5 Stelle dopo la partita per il rinnovo delle presidenze delle Commissioni, che ha lasciato dietro di sé strascichi velenosi nella maggioranza. Secondo quanto apprende l’Adnkornos, a Montecitorio sarebbe in corso una raccolta firme per chiedere un passo indietro al direttivo, responsabile, secondo i malpancisti, della gestione di una trattativa bollata come “fallimentare”. Tra i promotori dell’iniziativa ci sarebbero i deputati Federica Dieni e Mattia Fantinati. Quest’ultimo, interpellato dall’Adnkronos, preferisce non rilasciare dichiarazioni. In una chat interna però l’ex sottosegretario non tace e punta il dito contro i leader del gruppo: “Il direttivo di ora deve prendere atto delle cose sono successe e della sua incapacità di gestione e rappresentanza del gruppo!”, attacca Fantinati. La sua non è una voce isolata: sono molti i parlamentari che invocano le dimissioni del capogruppo Davide Crippa, del vice Riccardo Ricciardi e di tutto il direttivo.

Ma nel mirino c’è anche il capo politico del Movimento, Vito Crimi. Sul piede di guerra l’ala ‘sovranista’ che non ha mai digerito davvero l’alleanza col Pd e che fa capo, tra gli altri, a Raphael Raduzzi, ormai ex membro della Commissione Finanze, nella quale la fronda M5S ha provato a impedire fino all’ultimo l’elezione di Luigi Marattin (Iv) alla presidenza. Provano a mediare, invece, deputati come Michele Gubitosa e Luigi Iovino, i quali vorrebbero evitare rese dei conti. Questa sera è prevista una nuova assemblea di gruppo – sulla piattaforma web Zoom – che si preannuncia come l’ennesimo sfogatoio contro i vertici. Intanto si registrano le dimissioni di Leonardo Donno da capogruppo in Commissione Bilancio e di Davide Tripiedi da vicepresidente della Commissione Lavoro. In un messaggio indirizzato al direttivo, Donno lamenta lo “scarso coinvolgimento del gruppo parlamentare”, definendo “discutibile l’imposizione di uno ‘spostamento tattico’ di colleghi che non condividevano alcune scelte. Una brutta pagina per il gruppo parlamentare del M5S”. Per Donno il direttivo ha “fallito” a causa di “autoreferenzialità e mancato ascolto del gruppo parlamentare, imponendo spesso scelte non condivise dai colleghi e dal sottoscritto”.

Il mood a Palazzo Madama è simile. Su Facebook Mariolina Castellone scrive: “Con la decisione di affidare la presidenza della Commissione Sanità del Senato ad Italia Viva, si è scelto di rinunciare a tutti i progetti di riforma che avevamo immaginato ed a cui abbiamo lavorato per due anni”. E poi rincara la dose: “La scelta di ieri è la riprova che in fondo della sanità continua ad importare poco a tutti. Resta un settore dimenticato, utile solo quando bisogna riempirsi la bocca di frasi fatte. Prendo atto anche del fatto che, nonostante tutto l’impegno profuso, il mio gruppo ha scelto di puntare su altro. Io chiaramente non posso accettarlo. Non parteciperò più ai lavori della Commissione Igiene e Sanità, affido i miei progetti incardinati ai colleghi, che sono certa sapranno supervisionare degnamente”

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