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Guerra legale sulla revoca delle concessioni ad Autostrade

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Le norme contenute nella bozza del decreto Milleproroghe sulla convenzione con Autostrade per l’Italia, se confermate, hanno “rilevanti profili di incostituzionalità e contrarietà a norme europeese” ed in ogni caso verificano “i presupposti per la risoluzione di diritto della Convenzione Unica, ai sensi dell’Art. 9 bis” che prevede il riconoscimento alla società dell’indennizzo pieno.

E’ quanto si legge in una nota diffusa nella tarda serata di ieri dalla stessa Autostrade per l’Italia. Il CdA, si legge nel comunicato, “ha preso in esame detto testo e, pur non potendo conoscere la versione definitiva delle disposizioni, ha ritenuto come già sottolineato da Aiscat che lo stesso presenti rilevanti profili di incostituzionalità e contrarietà a norme europee. Per tale ragione la società sta valutando ogni iniziativa volta a tutelare i diritti della stessa in termini di legittimità costituzionale e comunitaria delle disposizioni normative in merito ai principi di affidamento, di libertà di stabilimento e di concorrenza, di proporzionalità e di ragionevolezza”. “Tali disposizioni – prosegue ASPI – sarebbero peraltro approvate in un decreto legge in assenza dei necessari requisiti di estrema urgenza e necessità, nonché di quelli di omogeneità del disposto normativo “Milleproroghe”.

Anche alla luce delle recenti ordinanze del TAR Liguria di rimessione alla Corte Costituzionale delle disposizioni del Decreto Genova, la nuova norma appare irragionevole, non essendo assistita da alcuna congrua motivazione, con presunta valenza retroattiva. Già nel 2006 la Commissione Europea ha peraltro sancito che i contratti di concessione non sono modificabili in modo unilaterale, in forza dei principi della certezza del diritto e del legittimo affidamento”. “Per effetto di ciò” il CdA di Autostrade per l’Italia “ha ritenuto di indirizzare al Ministero Concedente, nonché alla Presidenza del Consiglio e al Ministero dell’Economia, una comunicazione nella quale evidenzia che l’eventuale adozione di una norma con contenuti analoghi a quelli indicati nell’art.33 determinerebbe il verificarsi dei presupposti di cui all’art.9 bis comma 4 della Convenzione Unica e quindi la risoluzione di diritto della stessa. Ciò in ragione del “rispetto del principio di affidamento” e a tutela del patrimonio della società e di tutti gli stakeholders”

Redazione
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