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Governo, Di Maio riflette e spinge M5s verso Draghi

Luigi DI MAIO interviene a notte fonda, verso la fine della lunghissima assemblea congiunta dei gruppi grillini. Un seduta ‘psicanalitica’ collettiva dove il M5S, in fibrillazione, si interroga sulla possibilità DI appoggiare il nascente governo Draghi. La maggioranza dei parlamentari intervenuti apre al nuovo esecutivo presieduto dall’ex numero uno della Bce. Ma preoccupano i no, come quelli dei senatori Barbara Lezzi (che parla DI “suicidio politico” e chiede il voto a giugno) e Danilo Toninelli (il quale propone un ritorno all’opposizione, a un M5S DI lotta e DI “denuncia”). Il ministro degli Esteri uscente – tra i primi ad aprire all’ipotesi Draghi – smonta le tesi dei malpancisti e fa un discorso pragmatico: “Basta con la storiella dell’opposizione. Non esiste opposizione senza DI noi, senza il Movimento 5 Stelle. Perché non esiste governo senza DI noi. E’ questa la responsabilità che dobbiamo sentire sulle nostre spalle”, avrebbe detto DI MAIO secondo quanto apprende l’Adnkronos. Sulla stessa lunghezza d’onda Stefano Patuanelli: abbiamo lavorato molto in questi ultimi tre anni, col Recovery siamo riusciti a ottenere oltre 200 miliardi e restare fuori dal governo in questa fase – il senso del ragionamento espresso dal titolare del Mise – sarebbe inconcepibile. E’ stato molto apprezzato l’intervento (a sorpresa) del premier uscente Giuseppe Conte, sempre più proiettato verso un futuro politico all’interno del Movimento: “Voltare le spalle al presidente incaricato sarebbe come voltare le spalle al Paese. Non è il momento dell’autolesionismo e dell’autoesclusione”, le parole DI Conte, che non ha nascosto le sue forti riserve su un possibile ingresso della Lega nel nuovo esecutivo a guida Draghi.

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Andrea Aversa

Giornalista pubblicista e curatore delle sezioni “Esteri” ed “Economia”