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“Gli ho dato l’ultimo bacio e ho poggiato la testa sul suo petto”, parla la moglie del carabiniere Cerciello Rega

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“Ricordo mio marito sul lettino d’ospedale, con un lenzuolo addosso e gli ho chiuso gli occhi perché me lo avevano ucciso. Gli ho dato l’ultimo bacio. Ho poggiato la testa sul suo petto come quando ci addormentavamo, per l’ultima volta. Mi aveva promesso che domenica saremmo andati al mare”. Lo ha detto Rosa Maria Esilio, vedova del vicebrigadiere dei carabinieri Mario Cerciello Rega, ucciso a coltellate il 26 luglio dello scorso anno a Roma, sentita come testimone al processo che vede imputati per l’omicidio i due americani Finnegan Lee Elder e Christian Natale Hjorth.

Una testimonianza toccante, in cui la vedova ha ripercorso la sua storia e vita con il vicebrigadiere. “Io e Mario ci siamo conosciuti nel 2010 e la prima cosa che mi disse è che mi voleva sposare. Mi corteggiò spudoratamente. Era l’anno dopo la perdita di suo padre e a 26 anni si era assunto le responsabilità della famiglia. Era punto di riferimento per tutti, era un uomo pieno di valori, all’antica, sognavamo la nostra famiglia insieme, avevamo scelto i nomi dei nostri figli – ha detto – Era un carabiniere coraggioso e preparato, la sua era una vocazione. Abbiamo costruito il nostro futuro con tanti sacrifici. Mario era un carabiniere, aveva un’umanità senza confini, si dedicava agli ultimi e proprio durante un pellegrinaggio a Lourdes mi chiese di sposarlo davanti alla grotta. Noi eravamo sempre connessi, un’unica cosa, anche lontani eravamo complementari”.

Durante la testimonianza della vedova di Cerciello, Elder ha chiesto di uscire dall’aula, scosso e in lacrime, rinunciando ad assistere al seguito della deposizione.

Salvatore Fucci
Salvatore Fucci