• Today is: giovedì, Novembre 26, 2020

Gli effetti del Covid, si spegne San Gregorio Armeno: solita strada del Natale a Napoli

Gli effetti del Covid, si spegne San Gregorio Armeno: solita strada del Natale a Napoli

La strada e’ deserta, come quasi tutte quelle di Napoli da tre giorni ormai. Il suono dei passi quasi rimbomba in quel vicolo stretto, pochi metri noti in tutto il mondo, al punto che in genere in questo periodo si doveva cominciare a pensare di istituire sensi di marcia per i pedoni alternati.

San Gregorio Armeno, la storica strade dei presepi di Napoli

San Gregorio Armeno, la strada dei presepi a Napoli, in un grigio mattino di nubi di novembre e’ quasi spettrale. Le poche decine di artigiani che vi lavorano sono rinchiuse nelle loro botteghe, poche con l’uscio aperto sulla via. Manca quel clima di festa attesa che ha sempre caratterizzato questo luogo della tradizione piu’ profonda napoletana, che vuole che a partire dal 8 dicembre in tutte le case il presepe debba essere allestito.

E ogni anno e’ necessario ‘rinforzare’ il plotone delle statuette di terracotta in precario equilibrio sullo ‘scoglio’, vuoi con qualche pecorella per sostituire quelle azzoppate da una incauta spinta al tavolino, vuoi qualche pastore ormai troppo logoro per essere messo in primo piano davanti la grotta. Eppure, durante l’estate e poi ancora a settembre e ottobre, un po’ di animazione lungo il budello di basolato lavico stretto tra palazzi si era vista, e aveva incoraggiato i presepiai a tirare fuori qualche nuovo pastore, come gli infermieri e medici con mascherina fatti da Genny Di Virgilio mentre cullano l’Italia tra le braccia come un neonato. “Solo ieri siamo stati ricevuti dal nuovo assessore al Turismo della Regione Campania, Felice Casucci – si sfoga con l’AGI Marco Ferrigno, figlio d’arte, titolare di una delle botteghe piu’ accorsate della strada – siamo 37/40 famiglie che vivono di questo lavoro di eccellenza, troppo poche, e il nostro codice Ateco non da’ diritto a nessun contributo di ristoro. Noi non vogliamo elemosine, ma un supporto”.

Alessandro Fucci
Alessandro Fucci