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Giorgia Meloni evoca la piazza: “Se vinciamo, governo a casa”

Giorgia Meloni non è per il sorpasso della Lega: "Possiamo crescere insieme"

Le Regionali del 20 e 21 settembre come “test rilevante” che potra’ avere un impatto anche sul governo nazionale, con il centrodestra pronto a scendere in piazza in caso di vittoria. E’ Giorgia Meloni, con due candidati di ‘peso’ di Fratelli d’Italia in corsa, nelle Marche e in Puglia, a ipotecare le conseguenze di una eventuale vittoria del centrodestra alle prossime regionali. A pochi giorni dalle frasi di Matteo Salvini che aveva negato ogni impatto del voto regionale sull’esecutivo di Giuseppe Conte, la presidente di FdI spiega la sua visione e indica la strada da seguire. “Noi ci presentiamo alle Regionali per dare un governo migliore nei territori ai cittadini, ma e’ indubbio che si tratta di un test rilevante anche a livello nazionale. E dunque, se le risposte che arriveranno dagli elettori saranno quelle che immaginiamo, non si potra’ aspettare piu’: siamo pronti a scendere in piazza e a mobilitare milioni di italiani per chiedere liberta’ e democrazia”, afferma in un’intervista al ‘Corriere della sera’. “Voglio essere molto chiara – scandisce poi -. Primo, non si azzardino a dire, come comincio a sentire in giro, che le Regionali vanno rinviate per l’emergenza Covid.

Non lo accetteremmo mai, perche’ non si puo’ usare la pandemia per scopi elettorali, come a volte gia’ e’ stato fatto”. Meloni parla anche dell’accordo chiuso con gli alleati in Veneto a pochi giorni dalla scadenza per la presentazione delle liste elettorali. FdI ha sottoscritto il progetto autonomista di Luca Zaia ottenendo in cambio dagli alleati la firma del patto anti-inciucio. “Ci dicono continuamente che siamo divisi, spaccati, litigiosi, che qualcuno rompera’. E invece siamo sempre qui, uniti, assieme. E, a differenza dei partiti di maggioranza, abbiamo un progetto per la nazione”, sostiene. “Per me, che sono una persona di destra, la firma di un documento ha sempre valore. Ma in ogni caso, ne’ Salvini ne’ Berlusconi, sempre tirato per la giacchetta, hanno dato segnali di cedimento in questo periodo – aggiunge -. Le continue voci di una liaison con Di Maio dell’uno o di una tentazione di soccorso a Conte per l’altro sono sempre state smentite dai fatti.

La nostra coalizione sta insieme per scelta, anche se dall’opposizione e’ meno conveniente, avremmo aumentato il peso dei nostri partiti andando in ordine sparso. Come hanno fatto Pd e M5s, il cui collante e’ l’attaccamento alle poltrone, visto che nei programmi e nella linea continuano ad avere poco in comune”. Per la leader di FdI il patto “serve per essere chiari con gli italiani: a loro diciamo che abbiamo un progetto, una visione di politica economica, dell’Europa, di quello che si deve fare per uscire dall’emergenza, di come far ripartire l’Italia. E abbiamo un’idea di come debbano essere le istituzioni”.

Redazione
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