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Gabriel Batistuta presenta a Roma il documentario sulla sua vita: El Nùmero Nueve

Gabriel Batistuta presenta a Roma il documentario sulla sua vita: El Nùmero Nueve

La storia di Gabriel Batistuta, la carriera, i successi e la sua vita, questo è il racconto del documentario El Nùmero Nueve (Il Numero Nove) presentato nella giornata di ieri ad Alice in Città, la sezione autonoma e indipendente della Festa di Roma. E’ un Batistuta introspettivo quello che ha parlato di questo progetto davanti a un pubblico attento. Il Re Leone, come veniva chiamato in piena carriera, è stato uno dei più grandi centravanti del calcio italiano, fin dai suoi trionfi con la Fiorentina e allo scudetto con la Roma.

Una storia importante, che narra il percorso di un campione, analizzando anche ostacoli incontrati e momenti bui, come lo stesso Gabriel Batistuta ha raccontato durante la presentazione, parlando del suo problema alle caviglie: “Le mie caviglie sono fragili per costituzione. Non ho mai potuto giocare al cento per cento. Sono stato torturato dalle distorsiAnteprima (si apre in una nuova scheda)oni. Andavo avanti a furia di infiltrazioni e antidolorifici. L’impegno con la società, con il pubblico, con me stesso era troppo importante. Scendevo in campo in condizioni impossibili. Ero il Re Leone, Batigol il guerriero e stringevo i denti“.

Batistuta ha spiegato che sentiva il bisogno di raccontarsi, quando giocava ha fatto di tutto per tenere la sua vita privata lontana dai riflettori, ma adesso sente che può dire qualcosa alle generazioni future: “Ho quattro figli adolescenti, fanno fatica a scegliere cosa fare nella vita. Per me è stato semplice, quando ho capito che volevo fare il calciatore mi sono impegnato al massimo. Quando ho iniziato sapevo poco di calcio, a parte calciare, ho sempre rincorso i miei compagni più tecnici e allenati, vedevano la partita da un’altra prospettiva. Ho speso più di metà carriera a imparare. Quando durante l’allenamento provavo a fare delle cose, a prescindere che ci riuscissi o meno, tornavo a casa contento perché è l’intenzione che ti fa sentire vivo. Lo voglio raccontare ai ragazzi che vedono noi calciatori in copertina con le macchine belle e i tifosi ma nessuno ci vede dietro, quando lasciamo le nostre famiglie, ci fa male la caviglia e giochiamo lo stesso, e in campo non ti sono riuscite le cose che volevi, i tifosi ti mandano a quel paese e ne soffri. Io sono stato fortunato, ma ci son tanti calciatori che fanno sacrifici senza avere il successo“.

Il Re Leone del calcio italiano ha detto di essere ancora circondato dall’affetto del pubblico, una cosa che lo stupisce molto, poiché non è più tanto presente e tanto meno non partecipa ai programmi della domenica, per lui questa è la dimostrazione di aver fatto qualcosa di importante, di essere rimasto nei cuori della gente che l’ha seguito. Non è mancato un confronto tra il calcio che ha vissuto lui e quello moderno, Gabriel Batistuta ha raccontato che quando giocava badava poco ai problemi dirigenziali, era più interessato a fare bene. Adesso, però, che osserva il mondo del calcio da un altro punto di vista, ha detto che ci sono cose che non gli piacciono, crede che sia un mondo sommerso dal business.

Per concludere, il calciatore ha risposto a una domanda su Francesco Totti, gli è stato chiesto cosa si sentirebbe di suggerirgli, visto che anche lui ha lasciato il calcio:
So che è dura capire che non sei più il protagonista, che la gente vede altro. I miei problemi di salute mi hanno aiutato a smettere, ma lui avrebbe potuto continuare a giocare, non a livello di serie A ma poteva. Non ho consigli per lui, nei primi anni piangevo se pensavo al pallone. Ho cercato la mia strada, vivere in campagna tra mucche e vitelli, ho preso il brevetto da pilota, pian piano ho imparato a capire che c’è una vita al di fuori del calcio, che c’è un’altra vita che è anche bella. Che il pallone è tanto ma non è tutto. Che puoi viaggiare e goderti i figli che crescono in fretta. Ci sono cose semplici e bellissime“.

Sveva Scalvenzi
Sveva Scalvenzi

Redattrice, giornalista pubblicista e curatrice delle sezioni “Cultura” e “Spettacolo”.