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Francesco, il Papa che usa bastone e carota con la Chiesa

Molti dei commenti alle parole di Papa Francesco ne hanno come minimizzato il significato. Che valenza può avere una frase del genere in un Paese poco laico come l’Italia? Nessuna. A meno che, a pronunciarla, non sia proprio il Pontefice. Ed è proprio quello che è avvenuto.

Per questo motivo la mia reazione è stata come quella della maggior parte delle persone. Leggere che un Papa ha ‘aperto le braccia’ alle unioni tra gay anche se civili, ha fatto un certo effetto.

Le affermazioni di Bergoglio sono arrivate dopo le precedenti aperture di quest’ultimo al mondo omossessuale. Un atteggiamento che non avrà fatto certo piacere alla parte ultraconservatrice del Vaticano.

Bergoglio sta affrontando una fase molto delicata della Chiesa. Una secolarizzazione nella secolarizzazione. Se Giovanni Paolo II è stato un Papa che ha segnato delle svolte storiche, politicamente ‘esterne’ ai confini di San Pietro, Francesco – in modo diverso ma nel segno di Ratzinger – le sfide le ha in casa.

Papa Francesco e la Chiesa

Gli scandali causati dalla pedofilia e la finanza selvaggia del Vaticano. Due temi che hanno fatto perdere l’ultima innocenza alla Chiesa. Casi che incidono sull’immagine delle istituzioni che rappresentano il mondo cattolico.

Per questo quando si parla di Papa Francesco si pensa alla parola rivoluzione. Termine spesso abusato e usato in modo poco appropriato. Del resto su altri argomenti l’attuale Pontefice è abbastanza restauratore. Anzi, conservatore.

Bergoglio – ad esempio – su aborto, fecondazione assistita ed eutanasia esprime il pensiero vero e dogmatico della Chiesa. Meno quello evangelico e cristiano. Ma lo bilancia con le sue aperture all’ingresso delle donne nei ruoli ecclesiastici. Al divorzio e ai divorziati, tanto da spingersi a promettergli (o quasi) l’eucarestia (un giorno). O quando ha abolito ergastolo, pena di morte e tortura nello Stato Vaticano.

Papa Francesco, il Pontefice che usa il bastone per tentare di raddrizzare la rotta della Chiesa (predicando messaggi di pace e fratellanza) e la carota su molti dei diritti civili fondamentali. Un modo per sferzare e coccolare, allo stesso tempo, chi in Vaticano ha poca voglia di rinnovare un’istituzione che fa fatica a stare al passo coi tempi.

Ci sono voluti più di 2000 anni per vivere in poco tempo eventi straordinari: uno è l’avere due papi sull’altra sponda del Tevere. L’altro, è che uno di essi apostrofa le persone dello stesso sesso come figli di Dio. E nessuno può giudicare il loro amore.

Accontentiamoci e non disperiamo. La velocità del cambiamento è altissima. Spesso, i fatti, si succedono così rapidamente uno dietro l’altro che nemmeno ce ne accorgiamo. Auguriamoci che ciò accada in meglio, cercando di non farci sfuggire l’importanza degli eventi.

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Andrea Aversa

Giornalista pubblicista e curatore delle sezioni “Esteri” ed “Economia”