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Febbre del Nilo, 50enne di Pavia in rianimazione: 22 casi dall’inizio dell’anno

Ha contratto la febbre del Nilo ed è attualmente ricoverato nel reparto di Rianimazione dell’ospedale San Matteo di Pavia. Si tratta di un uomo di 50 anni vittima di un caso “neuro invasivo” come definito dal sistema di sorveglianza interregionale sulla trasmissione del virus.

Si tratta del primo caso nel 2020 in territorio pavese. In precedenza nel 2020 sono stati 22 in tutto, 16 in Lombardia, la maggior parte in provincia di Lodi.

La febbre del Nilo viene contratta in seguito alla puntura di una zanzara infetta dal virus. Il nome deriva dal Nilo in quanto venne isolato per la prima volta nel distretto del West Nile, in Uganda, nel 1937. Il virus è diffuso in Africa, Asia Occidentale, Australia, America ed Europa. Viene trasmesso da uccelli selvatici e zanzare, principalmente quelle Culex.

“Altri mezzi di infezione documentati, anche se molto più rari, sono trapianti di organi, trasfusioni di sangue e la trasmissione madre-feto in gravidanza”, ha precisato l’Istituto Superiore di Sanità. L’incubazione va da 2 a 14 giorni. Non è escluso si possa arrivare fino a tre settimane. Solo il 20% degli infetti accusa sintomi come febbre, mal di testa, nausea, vomito, linfonodi ingrossati e sfoghi cutanei.

Redazione
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