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Ergastolo ostativo, la Cedu ha rigettato il ricorso dell’Italia

Ha scatenato molte polemiche la decisione della Corte di Giustizia di Strasburgo in merito all’ergastolo ostativo. Per i giudici europei il ricorso fatto dallo Stato italiano è inammissibile. Ma procediamo con ordine. Tutto è nato dal caso di Marcello Viola, un capocosca di Taurianova, detenuto per 4 ergastoli a seguito di omicidi, sequestri di persona e detenzione di armi. Viola ha citato in causa l’Italia proprio per ottenere quei benefici che gli sarebbero spettati, non solo grazie alla Costituzione italiana ma anche secondo i trattati internazionali relativi ai diritti umani. Benefici negatogli proprio per quell’ergastolo definito ostativo.

Ebbene, la Cedu gli ha dato ragione spianando le porte ai probabili e numerosi ricorsi di tanti altri detenuti nelle stesse condizioni di Viola. Ma il caso ha riguardato anche chi è detenuto per reati legati alle mafie. Secondo i detrattori della sentenza emessa dai giudici europei, rischierebbero di accedere a tali benefici molti boss della criminalità organizzata che ancora non hanno deciso di collaborare con la giustizia.

La decisione della Corte di Strasburgo ha diviso il mondo politico e giuridico. Da una parte sono schierati coloro che credono in un carcere che svolga una funzione prettamente punitiva. Dall’altra vi sono quelli che invece hanno un’idea della pena detentiva molto diversa. Ovvero, con uno scopo riabilitativo nei confronti del detenuto. Proprio come recita l’articolo 27 della Costituzione italiana.

 

Redazione
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