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Dopo la sentenza contro i leader indipendentisti, continuano le violenze in Catalogna

Dopo la sentenza contro i leader indipendentisti, continuano le violenze in Catalogna

Il bilancio non è dei migliori. Almeno 41 persone sono rimaste ferite negli scontri nella notte in Catalogna, di cui 28 a Barcellona e 5 a Girona. Lo hanno riferito i media spagnoli citando i servizi medici d’emergenza. Tre persone sono invece state arrestate a Madrid, dove si è svolta una manifestazione di solidarietà con i leader catalani condannati alla quale hanno partecipato 500 persone.

Tutto ha avuto inizio dopo la sentenza del Tribunale supremo spagnolo che ha condannato i leader indipendentisti che nel 2017 avevano dichiarato l’indipendenza della regione. Processo giudicato incostituzionale e che già all’epoca, nei giorni della votazione per il referendum (giudicato illegale dalla Spagna), scatenò proteste e manifestazioni.

Non solo, l’autorità giudiziaria ispanica ha emesso dei mandati di cattura internazionale per i leader catalani “rifugiati” all’estero. Tra loro figura anche Carles Puigdemont (ex Presidente della Catalogna). Quest’ultimo ha dichiarato:

La brutalità giudiziaria di un regime repressivo ha punito dei cittadini che hanno cercato la via democratica per far valere la propria opinione. È un’atrocità. Condannando loro si condannano gli oltre due milioni di persone che hanno partecipato al referendum“.  Ha invece affermato l’ex vicepresidente Oriol Junqueras (attualmente detenuto in carcere): “La sentenza dimostra che non c’è alternativa alla costruzione di un nuovo Stato per fuggire da questo che perseguita democratici, proibisce di votare e incarcera per le opinioni politiche“.

Le accuse che hanno portato alla condanna degli imputati sono state di sedizione e malversazione di fondi pubblici. Le pene vanno dai 9 ai 13 anni. Nonostante le tensioni tra le forze dell’ordine e i manifestanti che stanno reprimendo le proteste, sono arrivate le dichiarazioni di Quim Torra, Presidente del Governo catalano, che ha invitato chi sta protestando ad evitare comportamenti violenti e caotici:

Non ci sono giustificazioni per bruciare le auto né per qualsiasi atto di vandalismo. La protesta deve sempre essere pacifica“. Intanto, il Premier spagnolo Pedro Sanchez ha detto, mostrandosi soddisfatto per la sentenza: “La decisione dei giudici conferma la sconfitta di un movimento che non ha trovato alcun riconoscimento internazionale. È tempo di aprire un nuovo capitolo sulla questione catalana“.

Redazione
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