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Di Maio porta il Movimento in piazza. Guerra per la leadership

Ponte di Genova, Di Maio: "Abbiamo promesso di non far gestire più le autostrade a Benetton"

La guerra interna al Movimento 5 stelle è così logorante che è capitato perfino che l’efficientissimo Blog delle stelle, storica voce ufficiale della formazione lanciata da Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio, fra mercoledì e giovedì non venisse aggiornato, restando congelato a lungo sull’intervista di Davide Casaleggio al politico democratico statunitense Howard Dean, protagonista di una delle prime storiche campagne di mobilitazione e raccolta fondi on line. Una rivendicazione evidente della purezza delle origini della quale il presidente dell’Associazione Rousseau si considera garante. Ma domani, a Matera, in piazza Vittorio Veneto, di fronte allo spettacolo mozzafiato dei Sassi, si celebra il Movimento 5 stelle 3.0, o magari 4.0: quello delle alleanze, del Governo, del patto con il centrosinistra per cercare di portare a termine la legislatura. Luigi Di Maio intende capitalizzare il successo simbolico del neosindaco di Matera Domenico Bennardi, che ha consegnato un capoluogo di provincia al Movimento 5 stelle (con l’appoggio di qualche lista locale) dopo la batosta delle regionali.

E’ lui, dicono nel M5S, il promotore e regista dell’evento lucano, “che poi è diventato di tutto il Movimento” ed è stato fatto proprio dal capo politico reggente Vito Crimi. “Sarà l’occasione – hanno annunciato Di Maio e Crimi rilanciando il post con l’appello alla partecipazione – per augurare buon lavoro a Domenico Bennardi e a tutti i sindaci e consiglieri eletti in questa tornata con il Movimento, che ha visto anche l’affermazione del referendum sul taglio dei parlamentari con il 70% di Sì”. Proprio il referendum sarà uno dei temi centrali dell’adunata: il M5S non può lasciare che sia dimenticato l’unico vero successo nazionale del recente appuntamento con le urne. Ma da Matera Di Maio pensa di rilanciare anche la narrazione sui “risultati” dell’esperienza di governo a 5 stelle. Proprio a Matera, infatti, fu lanciata una delle prime sperimentazioni sulla rete mobile 5G, all’epoca del primo governo Conte, quando l’attuale ministro degli Esteri reggeva il dicastero per lo Sviluppo economico. L’importanza della scelta di stare al governo è l’asse attorno al quale ruota il M5S del futuro, che dovrà giustificare il superamento dell’ultimo tabù: quello delle due legislature come tetto massimo di durata in carica per i “portavoce” (così si definivano in genere gli eletti stellati).

Una linea sulla quale i dirigenti a 5 stelle sono convinti di poter orientare anche le assemblee locali che apriranno il percorso degli Stati generali che si dovrà concludere a Roma con la due giorni del 7 e 8 novembre e il varo della nuova “segreteria collegiale”. In attesa di capire quale sarà, dopo i duri scontri polemici delle ultime setimane, l’esito del tentativo di mediazione che Crimi sta portando avanti con Davide Casaleggio e di quale ruolo (se ne avrà uno, anche se non in prima fila) Beppe Grillo potrà avere nella nuova fase, da Matera il Movimento proverà a dare segnali di ottimismo. Le presenze dei big? “Mah, c’è il Covid, vediamo come va, ci saranno certamente Luigi e Vito”, dicono prudenti le fonti a 5 stelle. “Certo, Di Battista e Casaleggio non li aspettiamo…”, è l’unica concessione all’attualità.

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Redazione
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