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De Luca spara contro (il suo) governo

"Terra dei Fuochi", De Luca contestato: lancio di sacchetto di immondizia contro il Governatore

I continui rinvii per uno scontro interno al governo “a volte con residui di ideologismi” che hanno provocato ritardo nel rilascio del decreto Rilancio “non potranno non avere riflessi sul territorio e sulle categorie economiche”. Lo sostiene il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, intervistato da La Stampa.

Per lui il punto critico, “rimasto sostanzialmente irrisolto” e’ rappresentato dalla “palude burocratica” che non consente di poter investire in 24 ore sulla base di autocertificazioni. “Se neanche ora troviamo il coraggio di farlo non andremo lontano”, chiosa. Quanto alla sanatoria per I migranti, De Luca rileva “atteggiamenti sconcertanti”. “Regolarizzare e’ indispensabile all’economia e alla legalita’ cosi’ come e’ indispensabile garantire che chi viene in Italia per delinquere vada in galera”. Non rinuncia poi all’ironia quando prende in esame la possibilita’ da lunedi’ di incontri tra amici, “affetti stabili”, in nome dei quali “sono arrivate dal nord in Campania oltre 20.000 persone; 1500 in isolamento”. De Luca ribadisce che l’ingresso da fuori regione tranne che per motivi di lavoro e di salute rimane vietato e che questa sua posizione e puo’ essere rivista solo a giugno.

Alle accuse della Lega di aver praticato pochi tamponi, il ‘governatore’ campano ribatte:” Abbiamo utilizzato al massimo le risorse disponibili. Abbiamo dovuto combattere per ottenere da Roma l’invio di tamponi e reagente, ma non abbiamo coltivato la tamponite. Abbiamo seguito protocolli delle istituzioni sanitarie nazionali e internazionali e senza aver tamponato l’universo mondo, oltre ogni ragionevolezza, siamo tra le grandi regioni che hanno il minor numero di decessi e di positivi, vedendo anche tutelare al meglio le case per gli anziani”.

Respinge anche le accuse del Carroccio di ritardi nella erogazione della cassa integrazione a 120.000 campani. “La Campania e’ la prima ad aver trasferito tutto all’Inps. Non e’ a noi che si deve chiedere il conto”. Piu’ complesso il discorso sul turismo, “comparto e a maggiore sofferenza” per il quale i 2,5 miliardi dell’Esecutivo “sembrano francamente poco. Peraltro occorre tener conto che la ripresa non sara’ rapida.

Da noi piu’ che altrove la crisi morde. Per questo abbiamo cominciato gia’ 20 giorni fa la Fase 2 e abbiamo un piano economico socio-economico di quasi un miliardo di euro, il piu’ importante d’Italia”. De Luca torna a sostenere che le elezioni si dovrebbero fare a luglio perche’ “tra settembre e ottobre sarebbe un inferno. La scuola appena aperta da richiudere e da sanificare prima e dopo; una probabile ripresa del Covid-19” che si sovrappone all’influenza stagionale. “Il voto nell’ultima settimana di luglio e’ francamente meno complicato, ma il Governo e’ libero di impiccarsi alla corda che preferisce”, conclude

Redazione
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