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Crisi di Governo, l’opposizione chiede Conte al Senato. Il Pd si riunisce per fare il punto

crisi di governo

E’ convocata alle 13 nella sala della Regina la conferenza dei capigruppo a Montecitorio. La riunione è stata chiesta da maggioranza e opposizione che hanno chiesto le comunicazioni del presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, in seguito alle dimissioni delle ministre di Italia Viva dal governo.

Dopo le dimissioni delle ministre di Italia Viva, di fatto si è aperta la crisi di governo e adesso il premier Conte dovrà comprendere se avrà i numeri per andare avanti.

Il capogruppo della Lega al Senato, Massimiliano Romeo, ha formalizzato nel corso della Conferenza dei capigruppo di Palazzo Madama, la richiesta del centrodestra che Giuseppe Conte venga in Aula il prima possibile, e comunque prima della ripresa dei lavori, per comunicazioni dopo le dimissioni della delegazione Iv al governo.

La mossa del Pd

Intanto alle 13 si riunirà l’ufficio politico del Pd, l’organismo dirigente che riunisce il segretario, il vice segretario, i capi delegazione di governo, i capigruppo, e i rappresentanti enti locali. Una riunione inizialmente prevista alle 11 che e’ slittata per consentire ai capigruppo di camera e senato, Graziano Delrio e Andrea Marcucci, di presenziare alle riunioni dei pari grado di Montecitorio e Palazzo Madama.

Il vertice delle 13 servira’ a fare il punto su quanto accaduto. Per farlo, la riunione sara’ allargata anche a tutti i ministri Pd che ieri, a Palazzo Chigi, hanno ribadito la lealta’ al presidente del Consiglio, Giuseppe Conte. Alle 22 di ieri sera, Nicola Zingaretti ha scritto sui suoi social. “In questi mesi durissimi l’Italia ha potuto contare sul grande impegno di Giuseppe Conte e della squadra di Governo. Ora c’e’ un Paese da ricostruire. Avanti con Conte”.

Insomma, al momento il Pd fa quadrato attorno al presidente del Consiglio, e non prende in considerazione la possibilita’ di sostenere un altro nome a capo del governo. Anche l’ipotesi di elezioni anticipate non sembra percorribile per i dem, cosi’ come sottolineato questa mattina dal tesoriere dem, Walter Verini, che ha definito “un salto nel buio” andare ad elezioni in piena pandemia. Nonostante questo il rischio elezioni e’ “concreto e reale”, come vanno ripetendo da giorni i vertici del partito a cominciare dal segretario Nicola Zingaretti: “La storia della Repubblica insegna che spesso, in caso di crisi di governo, si ‘rotola’ verso le elezioni anche senza volerlo”.

Alessandro Fucci
Alessandro Fucci