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Covid, Regioni verso nuova stretta

Emergenza Covid-19, Boccia: "Serve riflessione su modelli di prevenzione territoriale"

Dopo essere slittata nel fine settimana e’ attesa per oggi la nuova riunione della cabina di regia per l’emergenza coronavirus che potrebbe valutare nuove restrizioni per le Regioni piu’ a rischio. Campania, Liguria, Abruzzo, Veneto e Umbria infatti potrebbero passare a stretto giro da zona gialla ad arancione. Uno slittamento dovuto al fatto che le Regioni sono in ritardo nel fornire i dati sul contagio. Intanto pero’ l’Alto Adige ha deciso in autonomia di autoproclamarsi “zona rossa” dopo aver registrato nelle ultime ore 781 casi su quasi tremila test, con un tasso di positivita’ al 26 per cento.

Particolarmente critici poi i dati dalla Lombardia che resta la regione piu’ colpita con 6.318 nuovi casi nella sola giornata di ieri. Preoccupa soprattutto la situazione in Brianza e Monza con 877 nuovi positivi. “Mi assumo la mia responsabilita’: se serve una misura per salvare le persone ed aiutare i nostri medici e’ giusto farla”, ha affermato il ministro della Salute, Roberto Speranza, intervenendo ieri sera nel corso di “Stasera Italia” su Rete4. Quanto ai parametri per cui sono state prese le varie misure restrittive a livello regionale, questi “sono oggettivi e condivisi da settimane da tutte le Regioni italiane. Non c’e’ nessuna trattativa, ne’ alcuna decisione di natura politica”.

Difende l’operato del governo anche il premier Giuseppe Conte che in una lettera su “La Repubblica” sottolinea che “se davvero in estate avessimo mollato la presa oggi non potremmo contare sul rafforzamento dei nostri strumenti di difesa e vivremmo gia’ in pieno lockdown generalizzato”. “Se oggi possiamo permetterci interventi mirati e differentemente dosati in base alle condizioni di effettiva criticita’ dei territori e’ perche’ non ci siamo mai fermati”, rispondendo alle accuse di sottovalutazione della seconda ondata e rivendica l’azione del governo. Intanto l’Alto Adige ha anticipato qualsiasi scelta dei tecnici del governo e ha deciso ieri di entrare in zona rossa dopo che, nelle ultime 24 ore, sono stati registrati 781 nuovi casi su 2.998 tamponi e quattro decessi.

Lo ha annunciato il presidente dell’ente territoriale, Arno Kompatscher. Gli abitanti dell’Alto Adige-Suedtirol potranno, quindi, lasciare le proprie abitazioni esclusivamente per comprovati motivi. Per gli alunni delle scuole elementari sara’ obbligatorio l’utilizzo della maschera di protezione durante le lezioni. Sono, invece, chiuse le scuole superiori: sospese le lezioni frontali, gli studenti seguiranno i corsi mediante la didattica a distanza su supporti informatici. Nelle scuole medie, che restano aperte l’insegnamento prosegue nelle classi. La Provincia autonoma di Bolzano si aggiunge, dunque, alle altre zone rosse, ossia Lombardia, Piemonte, Valle d’Aosta e Calabria.

Redazione
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