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Covid, da luglio produzione Sputnik in Italia

La notizia, se vera, è di quelle clamorose: Vladimir Putin sarebbe sul punto di dimettersi. Principalmente per motivi di salute. A sostenerlo è Valery Solovei, ex professore della prestigiosa università di affari internazionali MGIMO di Mosca. Politologo con fonti molto ben piazzate al Cremlino, Solovei negli anni ha azzeccato diverse previsioni importanti. Poi la rottura con le autorità e le dimissioni dall'ateneo. Infine la creazione del movimento politico di opposizione Peremen. "Putin - ha detto Solovei ai microfoni dell'emittente Eco di Mosca - ha intenzione di rendere pubblici i suoi piani per la transizione a gennaio". "L'inizio di questo processo - ha continuato - era previsto ad agosto e la strategia implicava l'unione con la Bielorussia. Ma le proteste hanno sconvolto il programma". I dettagli dell'addio sarebbero ancora sconosciuti ma la scelta ormai è presa. L'operazione-successore va affrettata perché lo zar, a quanto pare, non sta bene. E questo è un altro rumor che circola ormai da anni. Il britannico Sun ha avanzato l'ipotesi del Parkinson. Un'altra ipotesi è quella del cancro. Teorie mai comprovate, ovviamente, e forse alimentate dalle abitudini 'curiose' dell'ultimo Putin: quando possibile viaggi all'estero senza mai pernottare in loco, una tazza termica sempre con sé da cui bere e, infine, isolamento pressoché totale da quando è scattata la pandemia. Certo, il firewall imponente eretto per proteggere Putin - che ha 68 anni - si può facilmente spiegare: è il presidente della Russia. Ma a sostenere in qualche modo le affermazioni di Solovei ci sono le ultime mosse dello zar, che ha presentato un disegno di legge per trasformare in senatori a vita gli ex presidenti e sostanzialmente avallato l'estensione dell'immunità totale per gli inquilini del Cremlino, che presto non potranno essere perseguiti a vita, e non solo rispetto a quanto fatto mentre erano in carica. Il Cremlino, dal canto suo, ha smentito tutto e ha definito "un'assurdità" quanto riportato dalla stampa britannica. Putin, ha detto il portavoce Dmitry Peskov, è in "perfetta salute" e non pensa "assolutamente" alle dimissioni.

Negli ultimi mesi del 2020, l’impresa italiana associata Adienne Srl, parte della multinazionale Adienne Pharma&Biotech fondata e presieduta da Antonio Francesco Di Naro, con il supporto della Camera di Commercio Italo-Russa, ha promosso un accordo strategico per la produzione in loco del vaccino russo anti-Covid Sputnik V”. È quanto si legge sul sito della Camera di Commercio italo-Russa. “Nelle scorse ore- si legge ancora sul sito- l’amministratore delegato Kirill Dmitriev del Russian Direct Investment Fund (RDIF) ha confermato di aver raggiunto un accordo con l’azienda Adienne Pharma&Biotech per la produzione dello Sputnik V in Italia, siglando il primo contratto europeo per la produzione locale del vaccino”.

La partnership permettera’ quindi di avviare la produzione “gia’ dal mese di luglio 2021”, mentre il processo produttivo innovativo “aiutera’ a creare nuovi posti di lavoro e permettera’ all’Italia di controllare l’intero processo di produzione del preparato. Questo permettera’ la produzione di 10 milioni di dosi entro la fine dell’anno”. Commenta il presidente della Camera di Commercio Italo-Russa, Vincenzo Trani: “Le imprese italiane sono strategiche, hanno capacita’ e competenze uniche nel panorama europeo e sono in grado di affrontare il mercato con flessibilita’ e rapidita’. L’accordo tra Russia e la nostra impresa associata e’ il primo accordo con un partner europeo. Un accordo storico che mostra lo stato di salute dei rapporti tra i nostri due Paesi e sottolinea come le imprese italiane sanno vedere oltre le polemiche politiche”. Nelle scorse settimane il vaccino Sputnik V ha iniziato il processo di revisione da parte delle autorita’ europee che permetteranno la somministrazione ai cittadini.

Redazione
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