• Today is: domenica, Novembre 29, 2020

Covid, Conte: “Segnali positivi. Ma Natale in pochi”

Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, prova a fare il punto della situazione sui contagi da Coronavirus intervenendo a “Futura: lavoro, ambiente, innovazione”, la tre giorni della Cgil: “Confido – spiega – che oggi l’Rt nazionale, che misura la velocità di contagio e che nelle ultime settimane è arrivato a 1,7, possa già per le misure adottate, per quello che voi chiamate meccanismo di colorazione delle regioni, abbassarsi: questo significherebbe che le misure adottate iniziano già a dare effetti. Se così fosse, saremmo incoraggiati su questa strada”.

Conte aggiunge: “Oggi ci sarà un aggiornamento dei dati della curva epidemiologica, c’è una cabina di regia presso l’Istituto superiore di sanità, che aggiornerà i livelli di rischio delle singoli regioni: questo comporterà l’indicazione delle regioni che meritano una nuova classificazione. Il ministro della Salute Speranza, non discrezionalmente e non con scelta arbitraria, recepirà queste indicazioni: se mi chiedete di confermare l’upgrading di una determinata regione, io non confermo nulla”.

Affrontando poi la questione delle festività natalizie, il presidente del Consiglio afferma: “Considereremo la curva epidemiologica che avremo a dicembre ma il Natale non lo dobbiamo identificare solo con lo shopping, fare regali e dare un impulso all’economia. Natale, a prescindere dalla fede religiosa, è senz’altro anche un momento di raccoglimento spirituale. Il raccoglimento spirituale, farlo con tante persone non viene bene”.

Conte parla anche della scuola: “Dobbiamo essere molto franchi sulla scuola: le nostre ricerche ci dicono che le scuole di per sé non sono focolai”. E prosegue: “Per quanto riguarda la diffusione del contagio, noi cerchiamo di analizzare tutti i dati e abbiamo un approccio molto pragmatico. C’è però anche il valore ideale della formazione in presenza, la relazione personale tra docente e alunni è fondamentale”.

Il premier sottolinea: “Per esempio, abbiamo voluto dare un segnale nelle zone rosse, dove abbiamo cercato di mantenere il presidio delle zone elementari e medie. Mandarli a casa e passare alla didattica a distanza sarebbe stata veramente una grossa perdita. Vogliamo mantenere questo presidio”.

Il premier rimarca l’importanza di mantenere la didattica in presenza, anche se “poi è chiaro: quello che avviene intorno alle scuole, prima e dopo, può costituire un focolaio di contagio. Ecco perché dobbiamo puntare al rispetto delle regole ma l’esperienza empirica ci dimostra che i ragazzi le rispettano, anche se poi nel fine settimana vediamo certe immagini”.

Redazione
Redazione

Il Rinascimento Magazine è un contenitore web di news Italiane ed Estere, con rubriche e approfondimenti su Food, Hi-Tech, Moda, Cultura e Tendenze.