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Coronavirus, l’allarme di Ricciardi: “Se non interveniamo subito, il rischio è grosso. Campania in difficoltà”

Coronavirus, l'allarme di Ricciardi: "Se non interveniamo subito, il rischio è grosso. Campania in difficoltà"

“Siamo sulla lama di un rasoio, se non interveniamo subito tra due o tre settimane rischiamo di ritrovarci come in Francia, Spagna e Gran Bretagna“. E’questo l’allarme lanciato, in un’intervista alla Stampa, di Walter Ricciardi, consigliere del ministro Speranza e professore ordinario di Igiene all’Università Cattolica, dopo il boom di nuovi casi di Coronavirus di ieri in Italia.

Speranza spinge affinché si cominci a lavorare in vista dell’arrivo dell’influenza: “Se non rinforziamo l’attività di testing con uomini e tamponi, se non attrezziamo i servizi sanitari in vista dell’influenza, siamo nei guai”, spiega. “Le persone contagiate devono essere indirizzate esclusivamente nei Covid hospital, ma bisognava aver già allestito Pronto soccorso dedicati ai sospetti Covid e prevedere percorsi separati dentro gli ospedali per evitare pericolose commistioni. Molte regioni però si sono addormentate e si è fatto poco o nulla. Ora con i ricoveri per influenza negli ospedali si rischia il caos”.

“I numeri ci dicono che siamo ancora in una fase di contenimento, nella quale rispettando bene le regole che ci siamo dati possiamo invertire il trend. Altrimenti saremo costretti a passare alla fase di mitigazione, con chiusure a livello locale”. Dopo il boom di contagi, Campania e Lombardia sono le regioni più a rischio, “e questo implicherebbe il divieto di spostamento da e per la regione. Ma dobbiamo assolutamente evitarlo”. Per quanto riguarda bar e ristoranti, “il problema non sono gli orari ma il rispetto delle regole che ci sono già. Se non le faccio rispettare è un problema, tanto prima che dopo le 23”.

Ricciardi, nel corso di un’intervista ad Agorà, programma in onda su Rai 3, ha poi analizzato la situazione campana: “La Campania è in una situazione di grandissima difficoltà. Ha da sola in questo momento lo stesso numero di casi che c’era in Italia a maggio. Di fatto quindi la Campania, ma anche un po’ il Lazio e la stessa Lombardia – che è stata la regione dove tutto è originato e dove la curva epidemica non si è mai azzerata, quindi è ripartita – sono regioni che destano certamente preoccupazione”.

Mariacarmela Fucci
Mariacarmela Fucci