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Coronavirus, 23.904 contagi e 467 morti: calano i ricoveri

Trovato il nuovo paziente 1 di Covid-19 italiano: si tratterebbe di donna milanese di 25 anni, cui era stata fatta una biopsia della pelle per una dermatosi atipica, il 10 novembre 2019, prima quindi del bambino milanese, considerato finora il paziente 1 in Italia, in cui era stata documentata la presenza del virus con un test fatto a dicembre 2019. La scoperta è stata pubblicata sul British Journal of dermatology dai ricercatori guidati da Raffaele Gianotti, dell'Università Statale di Milano, in collaborazione con lo Ieo e il Centro diagnostico italiano. "Sulla base di quanto osservato in questi mesi sui malati di Covid - spiega Gianotti all'ANSA -, che presentavano lesioni cutanee, mi sono chiesto se non fosse possibile trovare qualcosa di simile prima dell'inizio ufficiale della pandemia. Ed effettivamente lo abbiamo trovato negli esami istologici fatti su alcuni pazienti nell'autunno del 2019". I ricercatori hanno infatti riesaminato le biopsie cutanee di dermatosi atipiche, per cui non era stato possibile fare una diagnosi ben precisa nell'autunno 2019. "Nei nostri lavori già pubblicati su riviste internazionali abbiamo dimostrato che esistono in questa pandemia - continua - casi in cui l'unico segno di infezione da Covid-19 è quello di una patologia cutanea". E questo è stato il caso della giovane donna, che presentava solo lesioni cutanee (per cui si era sospettato inizialmente un lupus eritematoso), e un lieve mal di gola. La sua biopsia, eseguita il 10 novembre, ha mostrato la presenza di sequenze geniche dell'Rna del virus SARSCoV2, 'le impronte digitali' del Covid-19 nel tessuto cutaneo. La paziente, contattata successivamente, ha riferito l'assenza dei sintomi dell'infezione da Covid-19, la scomparsa delle lesioni sulla pelle ad aprile e la positività degli anticorpi anti SarsCoV2 nel sangue a giugno 2020. Questo "è dunque il caso documentato a livello scientifico più antico della presenza del SarsCov2 - conclude Gianotti - ma probabilmente, continuando a cercare, lo troveremmo anche su campioni di ottobre 2019". Questo nuovo studio si aggiunge a quelli dei mesi scorsi che avevano rilevato la presenza del coronavirus nelle acque reflue del Nord Italia a dicembre 2019, quello dell'Istituto nazionale dei Tumori di Milano che aveva trovato gli anticorpi al virus nei pazienti di uno screening per il tumore del polmone tra settembre 2019 e marzo 2020, e quello del bambino milanese risultato positivo ad un test fatto all'inizio di dicembre 2019.

Salgono a 23.904 i casi di coronavirus accertati in Italia nel bollettino di mercoledì 31 marzo ed emersi dall’analisi di 351.221 tamponi, 50mila più del giorno precedente dove i positivi riscontrati sono stati 16.017. Con questi numeri il tasso di positività sale dal 5,3% di ieri al 6,8% di oggi. E’ di 467 il numero delle vittime registrate nelle ultime 24 ore (ieri 529) per un totale di 109.346 dall’inizio della pandemia.

In totale i casi da inizio epidemia sono 3.584.899, gli attualmente positivi sono 562.508 (-324 rispetto a ieri), i guariti e dimessi 2.913.045 (+23.744), in isolamento domiciliare ci sono 529.618 persone (-267).

Negli ospedali calano, seppur di poco, per il secondo giorno di fila i pazienti ricoverati in terapia intensiva. Sono 3.710, sei meno di ieri nel saldo giornaliero tra entrate e uscite, mentre gli ingressi giornalieri in rianimazione sono 283 (269 ieri). Nei reparti ordinari sono invece ricoverate 29.180 persone, in calo di 51unità rispetto a ieri quando erano aumentate di 269 unità.

A livello territoriale, le Regioni con il maggior numero di contagi sono la Lombardia (3.943), il Piemonte (2.298), il Lazio (1.800) e la Campania (2.016).

Redazione
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