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Carlo Calenda pronto a vincere a Roma: “Disponibile a creare squadra con Letta ma no alle primarie”

carlo calenda

Carlo Calenda è certo di avere i numeri per vincere a Roma. Il leader di Azione, in un’intervista a La Stampa, ha spiegato che non è favorevole all’ipotesi delle primarie, ma è pronto a collaborare con Letta per la creazione di una squadra.

L’invito di Calenda a Letta

“Io ho detto a Letta che sono disponibile in ogni momento a decidere insieme squadra, deleghe e programma, ma ciò a partire dalla mia candidatura che dopo mesi è l’unica in campo. Non si butta a mare un lavoro sul programma fatto da circa 200 persone, una campagna d’ascolto con 500 associazioni fatta in tutti i municipi. Ho detto a Enrico: c’è un tema che riguarda la classe dirigente locale. Facciamo insieme un’operazione di rinnovamento. Ma con le primarie, ove mai si facessero, il rischio di una spartizione tra correnti e il trionfo delle truppe cammellate sarebbe elevatissimo”.

Calenda ribadisce che le primarie sono “un errore”. “Sono sei mesi che vengono sconvocate o convocate a seconda dell’opportunità politica – spiega – Letta dice primarie, ma il Pd lavora con Conte per far ritirare la Raggi e lanciare un candidato unico. E se ci sarà un loro candidato unico, ovvio che non si faranno”. “L’unica cosa che temo di perdere – aggiunge – è il tempo e l’attenzione dei cittadini. Non possiamo stare tre mesi ad attaccarci tra noi invece di parlare agli elettori. Come faccio a restare fermo fino a giugno? Finora, gli unici in campo siamo io e la Raggi. Il mio obiettivo è arrivare al secondo turno: perché lì, come dicono i sondaggi, batterei la Raggi di 20 punti. E lo farò con una proposta civica che si rivolge ai cittadini a prescindere dall’orientamento politico. Del resto anche la destra non riesce a trovare candidati”.

Alleanza con il Pd?

Dunque è impossibile un accordo con il Pd? “Stiamo lavorando a pieno ritmo per costruire una lista civica con persone di grande qualità, che parlerà a tutta la cittadinanza, proponendo progetti concreti su rifiuti, trasporti, verde. Poi, sempre disponibile al confronto con Letta”, dice il leader di Azione. Poi specifica: “A Draghi abbiamo mandato una proposta dettagliata per uscire dallo stallo: il governo deve aiutare con un ristoro dell’80% tutte le aziende fino a 50 milioni di fatturato. Sì, costa 35 miliardi, ma sono gli ultimi. E poi, vaccinare gli over 70 e i fragili con almeno una dose e riaprire il 15 maggio. Modello inglese”.

Redazione
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