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Camorra, il clan prestava i soldi al figlio di Gigi D’Alessio: “Non ti fanno respirare”

Prestiti con interessi anche a personaggi noti del mondo dello spettacolo. E’ quanto emerge nell’ordinanza che ha portato all’esecuzione di una misura cautelare nei confronti di 13 esponenti del clan Moccia tra cui, secondo l’indagine condotta dai carabinieri del Nucleo Investigativo di Roma e coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia, i fratelli Luigi e Angelo (detto Enzo) Moccia, ritenuti elementi apicali dell’omonima organizzazione camorristica.

Tra i ‘vip’ in questione c’è anche Claudio D’Alessio, figlio del cantautore napoletano Gigi, che aveva chiesto un prestito agli esponenti del clan. Secondo quanto emerso nell’inchiesta, i Moccia trattavano con almeno tre persone, fra cui Claudio D’Alessio, che “necessitavano dei prestiti, pretendendo interessi variabili senza autorizzazione”.  In un’intercettazione, come si evince dall’ordinanza di custodia cautelare del Gip Rosalba Liso, D’Alessio parla con un altro soggetto, legato al Mantova Football Club, ed entrambi si lamentano delle pressioni dei Moccia dai quali avevano ricevuto denaro in prestito.

“Se tu non blocchi un attimo la situazione e dai il tempo di respirare e di organizzarsi, qui non si andrà mai da nessuna parte, e quindi dico… cioè, non è che uno va a rubare la mattina che all’improvviso io ti posso chiudere…” afferma D’Alessio. “Serve un attimo di respiro fammi lavorare, fammi fare e poi si stabilisce un piano di rientro”.

Redazione
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