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Bruciato vivo nella sua auto: arrestati la moglie, l’amante e il figlio di lei

Un uomo era stato trovato carbonizzato nella sua auto a Roccella Jonica in provincia di Reggio Calabria a Novembre. Le fiamme furono appiccate quando l’uomo era ancora vivo. Dopo quasi tre mesi le indagini arrivano ad una svolta: la moglie è stata arrestata questa mattina insieme all’amante e al figlio del primo matrimonio. L’accusa pesantissima è quella di aver assassinato il marito bruciandolo vivo.

I Carabinieri di Reggio Calabria, dalle prime ore di questa mattina, con il coordinamento della Procura della Repubblica di Locri, stanno dando esecuzione all’ ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip presso il Tribunale di Locri nei confronti dei tre che avrebbero assassinato insieme l’uomo.

La vittima era Vincenzo Cordì, un cameriere di Roccella Jonica, ritrovato carbonizzato il 13 novembre scorso nelle campagne di San Giovanni di Gerace. Il movente sarebbe da ricercare nell’ambito familiare. Tutto comincia la sera dell’11 novembre scorso quando la moglie attira Vincenzo in un trappola, convincendolo ad andare in montagna per cercare funghi.  Arrivati in località “Scialata” , sui monti della Limina, la coppia ha posteggiata l’auto in una radura.

Una volta scesi dall’automobile la vittima sarebbe stata aggredita dall’amante della moglie e dal figlio di lei, che si erano nascosti in attesa dell’arrivo della coppia. Cordì, colpito alla testa, forse con un grosso legno, è caduto a terra. I tre, quindi, l’hanno ricaricato in macchina e gli hanno dato fuoco.

Il cadavere fu trovato soltanto due giorni dopo da alcuni cacciatori. Gli esami medici stabilirono poi che l’uomo era ancora vivo quando il fuoco fu appiccato dai tre assassini.

Redazione
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