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Bozza Dpcm, le anticipazione: coprifuoco alle 22, vietati spostamenti in zone rosse

Coprifuoco nazionale alle 22 e stop a spostamenti all’interno delle zone rosse. E’ quanto emerge nella bozza del nuovo Dpcm definita dal Governo e che dovrebbe essere firmata nella giornata di domani, mercoledì 4 novembre. “Le disposizioni del presente decreto si applicano dalla data del 5 novembre 2020, in sostituzione di quelle del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 24 ottobre 2020, e sono efficaci fino al 3 dicembre 2020”.

“Dalle ore 22.00 alle ore 5.00 sono consentiti esclusivamente gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative, da situazioni di necessità ovvero per motivi di salute. È in ogni caso fortemente raccomandato a tutte le persone fisiche, per tutto l’arco della giornata, di non spostarsi, con mezzi di trasporto pubblici o privati, salvo che per esigenze lavorative, di studio, per motivi di salute, per situazioni di necessità o per svolgere attività o usufruire di servizi non sospesi”. È quanto si legge in una prima bozza, ancora provvisoria, del Dpcm che il governo discute con le regioni prima del varo.

Nella bozza di Dpcm, e che resta in continuo aggiornamento, è “vietato ogni spostamento in entrata e in uscita dai territori” in scenario 4 nonché “all’interno dei medesimi territori, salvo che per gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità ovvero per motivi di salute. Sono comunque consentiti gli spostamenti strettamente necessari ad assicurare lo svolgimento della didattica in presenza nei limiti n cui la stessa è consentita. È consentito il rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza”.

Nelle Regioni in ‘scenario 3‘ “è vietato ogni spostamento in entrata e in uscita dai territori”, salvo che per gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità ovvero per motivi di salute. “Sono comunque consentiti gli spostamenti strettamente necessari ad assicurare lo svolgimento della didattica in presenza nei limiti n cui la stessa è consentita. È consentito il rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza”. “È vietato ogni spostamento con mezzi di trasporto pubblici o privati, in un comune diverso da quello di residenza, domicilio o abitazione, salvo che per comprovate esigenze lavorative, di studio, per motivi di salute, per situazioni di necessità o per svolgere attività o usufruire di servizi non sospesi e non disponibili in tale comune”, si legge ancora.

Secondo le ultime indiscrezioni, le regioni più a rischio di rientrare nello scenario ‘rosso’ sarebbero Lombardia e Piemonte. Qui potrebbe essere applicato il lockdown “light” di cui parlava la sottosegretaria Sandra Zampa, con la chiusura di tutti gli esercizi commerciali (ad eccezione di quelli di prima necessità e delle industrie” e delle scuole fino alla prima media. Nel secondo scenario di rischio, quello ‘giallo’, potrebbero rientrare regioni come Liguria, Puglia, Calabria, ma probabilmente anche Veneto e Campania. In queste regioni, secondo quanto emerge dalle intenzioni dell’esecutivi, ristoranti e bar resterebbero con le serrande abbassate tutto il giorno (non più alle 18), mentre resterebbero aperti parrucchieri e centri estetici. Nello scenario ‘verde’ le regioni subiranno le misure già previste a livello nazionale e annunciate dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte nel discorso alla Camera di lunedì.

Redazione
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