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Blitz contro la ‘ndrangheta: estorsione e ricettazione, 6 persone arrestate

Blit contro la 'ndrangheta: estorsione e ricettazione, 6 persone arrestate

Questa mattina i carabinieri del comando provinciale di Reggio Calabria, sotto il coordinamento della Procura della Repubblica, Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria, diretta dal Procuratore Capo Giovanni Bombardieri, hanno dato esecuzione a un’ordinanza di applicazione di misure cautelari e contestuale decreto di sequestro preventivo nei confronti di 6 persone, 4 in carcere e 2 agli arresti domiciliari, nonché’ una misura interdittiva personale (sospensione per mesi 12 dall’esercizio di pubblico ufficiale o servizio) e una misura di sequestro preventivo delle quote di partecipazione e di tutti gli elementi presenti nel patrimonio aziendale riguardante una impresa di onoranze funebri denominata “Croce Amaranto” con sede in Reggio Calabria.

Nell’attivita’ di indagine sono emersi e contestati i seguenti fatti reato: associazione di tipo mafioso per avere stabilmente fatto parte della struttura organizzativa visibile dell’associazione di tipo mafioso ed armata denominata ‘ndrangheta, presente ed operante sul territorio nazionale e all’estero, costituita da numerosi locali, articolata in tre mandamenti, con organo di vertice collegiale denominato “Provincia”, ed in particolare della sua articolazione territoriale denominata cosca Labate (“Ti Mangiu”) in prevalenza operante nel quartiere Gebbione del Comune di Reggio Calabria e nelle aree limitrofe, avvalendosi della forza di intimidazione scaturente dal vincolo associativo e delle conseguenti condizioni di assoggettamento e di omerta’ nel citato territorio, per commettere una serie indeterminata di delitti.

L’attivita’ d’indagine, condotta dalla Compagnia di Reggio Calabria, a partire dal 2017, e’ scaturita dall’arresto di Francesco Toscano avvenuto il 16 giugno del 2017, a seguito del rinvenimento di armi d’assalto, da guerra e relativo munizionamento. Nella circostanza e’ stata avviata un’attivita’ di intercettazione di utenze telefoniche, ambientali ed acquisizione di atti che avrebbero consentito di accertare la riconducibilita’ di quelle armi ad un piu’ ampio gruppo di persone storicamente inserite nella cosca Labate. Pietro Toscano, padre di Francesco, tra gli odierni arrestati, avrebbe avuto il ruolo di promotore, dirigente ed organizzatore dell’associazione, con compiti direttivi ed organizzativi nei confronti degli altri associati.

Gli sono stati contestati i reati di estorsione aggravata, detenzione illegale di arma comune da sparo, tentata estorsione aggravata in concorso con un altro degli odierni arrestati, illecita concorrenza aggravata nell’ambito dei servizi funebri, ricettazione aggravata da modalita’ mafiose. Contestato anche il reato di detenzione illegale di arma e munizioni da guerra e comuni, aggravata da modalita’ mafiose. In concorso con Francesco Toscano e uno degli odierni arrestati, illegalmente detenevano pistola mitragliatrice a funzionamento automatico, con due caricatori; proiettili cal. 9 x 21; proiettili cal. 7.62 Nato, un fucile carabina cal. 22; un fucile carabina, un fucile mitragliatore d’assalto, avente matricola abrasa e relativo caricatore, pistola mitragliatrice a funzionamento automatico, con due caricatori.

Alessandro Fucci
Alessandro Fucci