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Beirut, oltre 100 vittime e 4000 feriti, si cercano i dispersi. Il ministro della Salute: “Ci serve tutto”

Beirut, oltre 100 vittime e 4000 feriti, si cercano i dispersi. Il ministro della Salute: "Ci serve tutto"

E’ di “oltre 4.000 feriti e piu’ di cento morti” il nuovo bilancio delle esplosioni di ieri a BEIRUT. E’ quanto reso noto dalla Croce Rossa libanese secondo quanto riferiscono i media locali.  Intanto, i soccorritori libanesi stanno cercando “in mare” e “sotto le macerie” i corpi di eventuali ulteriori vittime delle due potenti esplosioni avvenute ieri al porto di Beirut.

Le operazioni di ricerca a Beirut

E questo mentre il capo della Croce Rossa libanese ammette che non si è mai sentito prima “così impotente” di fronte a una tragedia di queste dimensioni. “E’ la prima volta che vediamo gli ospedali dire ‘non possiamo più ricevere’ feriti”, ha detto all’emittente locale LBCI il segretario generale della Croce Rossa libanese, George Katanah.

“Le operazioni di ricerca proseguono – ha continuato – ma la situazione è drammatica. E’ la prima volta che ci sentiamo impotenti”. Da parte sua il capo della Difesa Civile, Raymon Khattar, interpellato da LBCI, ha detto che “le nostre squadre stanno cercano le vittime al mare”, e anche “sotto le macerie” spiegando che la sua struttura “ha urgente bisogno di ingegneri e bulldozer perchè diverse strutture sono in pericolo di crollo”.

L’appello del ministro della Salute libanese

Il ministro della Sanita’ libanese, Hamad Hasan, ha consigliato a tutti i cittadini di Beirut che ne hanno la possibilita’ di lasciare la citta’. Secondo quanto riferisce la stampa libanese, Hasan ha affermato che i materiali pericolosi sprigionati nell’aria dalle due esplosioni sono potenzialmente tossici se respirati a lungo. Secondo le prime ricostruzioni, infatti, le esplosioni avrebbero diffuso nell’aria biossido di azoto, un gas tossico rilasciato da del nitrato di ammonio che sarebbe stato sequestrato nel 2014 da una nave mercantile e a quanto pare stoccato in un magazzino di petardi e materiale esplosivo.

Il ministro rivolge poi un appello agli altri paesi: “Abbiamo stilato liste di aiuti e le abbiamo inviate a diversi Paesi: gli ospedali da campo saranno una soluzione adeguata e rapida perchè i nostri depositi sono stati gravemente danneggiati. Abbiamo bisogno di ogni cosa per soccorrere i feriti e le vittime: qui manca praticamente manca ogni cosa”. Hassan ha affermato inoltre che “le sostanze pericolose sprigionatesi nell’aria dopo le deflagrazioni potrebbero avere effetti a lungo termine mortali”.

Alessandro Fucci
Alessandro Fucci