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Antisemitismo, l’astensionismo spacca l’opinione pubblica e la politica

Antisemitismo, l'astensionismo spacca la politica

L’astensione di alcune forze politiche, di area cento-destra, ha sollevato diverse polemiche. La questione è relativa all’istituzione della Commissione Segre per combattere l’antisemitismo. Un’iniziativa parlamentare nata dopo gli insulti che ha ricevuto la Senatrice e sopravvissuta all’olocausto Liliana Segre.

Alla fine il provvedimento è passato in Senato 151 sì, 98 astensioni e nessun no. Ad astenersi un compatto centro destra. Forti le polemiche e le tensioni interne a Forza Italia con Mara Carfagna che si è schierata contro il proprio partito. Silvio Berlusconi ha dovuto domare “le fiamme” e fare da paciere. Sulla vicenda si è pronunciato anche il Presidente della regione Liguria Giovanni Toti.

La ‘commissione Segre’ è un “grande risultato istituzionale per il nostro Paese, di grande valore. Certo sconcerta un pò l’astensione di alcune forze politiche, una scelta che riteniamo sbagliata e pericolosa. In questo momento c’è bisogno di unità e non bisogna lasciare adito ad alcuna ambiguità“. Così la presidente della Comunità Ebraica di Roma Ruth Dureghello.

Mi preoccupa – ha detto il cardinale Parolin sulla vicenda dell’astensione – nel senso che su alcune cose, su valori fondamentali dovremmo essere tutti uniti. Ci sono cose su cui dovremmo convergere. Io penso che l’invito sia a riflettere sui valori fondamentali. Ci vogliono basi comuni. Poi naturalmente anche qui c’è il pericolo di politicizzare tutto ciò e dovremmo davvero uscire da questo“.

All’attacco del centro destra il Partito Democratico. “Dispiace che il leader di Forza Italia Berlusconi sia stato così male informato sul voto che al Senato ieri ha istituito la Commissione Segre contro il linguaggio d’odio. Nessun nuovo reato è stato istituito, nessuna prerogativa dell’idea di libertà di espressione calpestata. Semplicemente Forza Italia si è incredibilmente accodata a chi nella destra estrema ritiene che combattere il linguaggio d’odio della discriminazione e dell’antisemitismo possa inficiare la loro espressione politica. Dispiace vedere i paladini del pensiero moderato inseguire gli estremisti del sovranismo“. Ha dichiarato il deputato Dem Emanuele Fiano.

Ha affermato l’ex Ministro della Difesa Roberta Pinotti: “Ho ascoltato Liliana Segre raccontare la sua storia di orrore, dalle leggi razziali al lager, davanti a migliaia di studenti che quasi non respiravano di fronte all’indicibile raccontato senza enfasi, con una lucida memoria senza odio. E mi sono commossa nel profondo. L’ho vista oggi, incredula di fronte al fatto che la sua idea di una commissione contro l’odio e l’antisemitismo non avesse l’approvazione di tutte le forze politiche che siedono in Senato. E mi ha pervaso una profonda tristezza ed anche vergogna per come uno scontro politico, senza più valori condivisi, ha trasformato le istituzioni“.

La levata di scudi in area forzista è stata fatta da Fulvio Martusciello: “La madre di Silvio Berlusconi è nel giardino dei giusti a ricordare la grande amicizia che esiste tra il popolo ebraico e Forza Italia. Io personalmente sono stato premiato a New York tra le 100 personalità non israeliane più amiche degli ebrei. Sbaglia profondamente chi strumentalizza questo voto. La battaglia all’antisemitismo è nelle nostre radici. Chiudiamo questa penosa e ridicola polemica“.

Poi sono arrivate le parole di Silvio Berlusconi: “Chi conosce la storia recente dovrebbe sapere che il nostro governo è stato quello più vicino ad Israele nella storia della Repubblica. Da liberali siamo contrari all’eccesso di legislazione sui reati di opinione e la mozione sottoposta ieri al voto del Senato, sulla quale Forza Italia si è astenuta, prospettava, su richiesta della sinistra, l’istituzione di un nuovo reato di opinione. Pur non avendo potuto seguire direttamente quanto avvenuto ieri in Senato a causa di altri concomitanti impegni devo respingere con forza ogni strumentalizzazione del voto espresso da Forza Italia. La nostra posizione e il mio personale impegno contro l’antisemitismo e a favore di Israele e del mondo ebraico sono una costante in 25 anni di storia politica, e considero profondamente offensivo il solo fatto di mettere in dubbio la nostra coerenza su questa materia. Alla senatrice Segre voglio rinnovare la mia stima, la più profonda solidarietà per le ignobili aggressioni di cui è stata oggetto e il mio profondo rispetto per la sua storia personale che la rende preziosa testimone di una tragedia, l’Olocausto, che è stata il male assoluto, sul quale non è tollerabile alcun revisionismo, negazionismo o sottovalutazione. Chi conosce la storia recente dovrebbe sapere che il nostro governo è stato quello più vicino ad Israele nella storia della Repubblica e di questo mi è stato dato atto in diverse occasioni dal Primo Ministro di Israele e dalle comunità ebraiche nel mondo. Sono intervenuto più volte anche con il veto in sede europea per bloccare risoluzioni ostili o non corrette nei confronti di Israele. Ho proposto pubblicamente l’ingresso di Israele nell’Unione Europea, perché ritengo che quella nazione e la storia che rappresenta siano parte integrante e radice fondamentale della nostra identità. Le ragioni dell’astensione (che peraltro non poteva avere nessuna conseguenza sul piano pratico) dei nostri senatori non hanno ovviamente nulla a che vedere con tutto questo, tanto è vero che abbiamo votato una nostra mozione che ribadiva con grande chiarezza questi principi. Da liberali siamo però contrari all’eccesso di legislazione sui reati di opinione e la mozione sottoposta ieri al voto del Senato, sulla quale Forza Italia si è astenuta, prospettava, su richiesta della sinistra, l’istituzione di un nuovo reato di opinione – sovrapponendosi disordinatamente a fattispecie già esistenti – e in più con evidenti margini di ambiguità, mancando, per esempio, qualsiasi riferimento ai rischi dell’espansione del fenomeno del radicalismo islamico“.

Amareggiata e fortemente sorpresa Liliana Segre: “Lo so che molti mi hanno manifestato in tutti modi, come possibile, la loro solidarietà ma sono rimasta male. Vede, io sono al Senato per caso, ci sono arrivata a 88 anni, non ho mai fatto politica e non ragiono in termini politici, ma etici e morali. Mi sono rivolta alla coscienza di ognuno e pensavo che una commissione contro l’odio come principio dovesse essere accettata da tutti, mi sembrava un discorso quasi banale. Sono rimasta fortemente sorpresa perché tutti i distinguo che ho cominciato a sentire esulavano dal mio pensiero. Eppure molti tra i senatori che si sono astenuti si sono levati in piedi per applaudirla. Si, i battimani nei miei confronti sono stati enormi, anche tra chi non ha votato a favore della Commissione. L’astensione non è più un voto contrario al Senato, però ho pensato che fosse un controsenso. C’è stata ovviamente obbedienza ai gruppi che decidono, ma per fortuna ci sono ancora quelli che ragionano con la propria testa. Se il Senato fosse composto da persone che dicono si o no a seconda del comando che ricevono ci sarebbe da piangere. La commissione nei tempi tecnici prenderà forma e poi si vedrà. Sara’ composta da tutti i partiti e si potrà discutere di volta in volta sui contenuti. Mi sembra importante che in tempo di pace si cerchi di prevenire l’odio, visto che è dappertutto“.

 

Redazione
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